Assenteismo al Comune, il giudice revoca gli arresti domiciliari: tornano tutti in libertà

Tre dipendenti hanno risarcito il danno economico provocato al Comune. Il Gip Carmen Corvino: "Il rischio di reiterazione può essere scongiurato con la misura non detentiva dell'interdizione dal lavoro per la durata di 12 mesi"

Immagine di repertorio

Revocati i domiciliari ai 13 dipendenti del Comune di Foggia arrestati dai carabinieri con l’accusa di truffa ai danni dello Stato. Lo ha deciso il Gip del Tribunale di Foggia, Carmen Corvino, sostenendo che “il rischio di reiterazione può essere scongiurato con la misura non detentiva dell’interdizione dal lavoro per la durata di 12 mesi (ritenuta adeguata alla gravità dei fatti), non essendo altre misure pertinenti ai fatti contestati”.

Pertanto, il giudice ha accolto le richieste dei legali degli indagati e  rimesso in libertà i 12 dipendenti degli uffici del Servizio Integrato Attività Economiche, ex Uma e Protezione Civile in Viale Sant’Alfonso Maria De Liguori, e il dirigente del servizio Antonio Stanchi. La decisione è stata presa alla luce di quanto emerso dagli interrogatori di garanzia, che hanno permesso di valutare le singole posizioni.

In particolare, il giudice ha disposto la  revoca totale della misura e l’immediata liberazione per  tre dei 12 dipendenti (Raffaele Palumbo, Giuseppe Ciociola e Antonio Virgilio, quest’ultimo privo di mansioni, “la condotta è stata pertanto inoffensiva”). Scarcerato anche il dirigente dell’ufficio comunale Antonio Stanchi, già sospeso dal Comune di Foggia il giorno dopo il suo arresto.

Tre dipendenti (Filippo Di Franco, Alessandra Grosso e Luigia Nigri) hanno risarcito l’Ente - un gesto “valutato positivamente”, si legge -  inviando un bonifico con somma pari a quella che  gli stessi avrebbero illecitamente detratto alle casse comuni con il loro comportamento.  Secondo l’accusa, i dipendenti avevano messo in atto un meccanismo che serviva a coprire ritardi, commissioni personali effettuate in orari di lavoro, vere e proprie assenze. Nel complesso, con vari profili di gravità, nel periodo di indagine (febbraio-aprile 2015) il Comune di Foggia è stato frodato per circa 23mila euro.

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