Cronaca

IL PROVVEDIMENTO - Landella e Capotosto liberi ma interdetti per 12 mesi. Tonti resta ai domiciliari, rigettata richiesta Di Donna

Il provvedimento con il quale il gip Antonio Sicuranza ha revocato gli arresti domiciliari - in sostituzione di altra misura interdittiva - all'ex sindaco Franco Landella e al consigliere comunale Antonio Capotosto. Torna in libertà Dario Iacovangelo. Resta ai domiciliari l'imprenditore Paolo Tonti. Rigettata la richiesta di Daniela Iolanda Di Donna

Con il provvedimento odierno con il quale il giudice per le indagini preliminari Antonio Sicuranza ha disposto la revoca degli arresti domiciliari in sostituzione di altra misura interdittiva nei confronti dell’ex sindaco Franco Landella e dell’ex consigliere comunale Antonio Capotosto, accolto la richiesta dei legali dell’ex consigliere comunale Dario Iacovangelo, tornato libero, e rigettato quelle della moglie di Landella, Daniela Iolanda Di Donna e dell’imprenditore Paolo Tonti - al quale è stata concessa però l’autorizzazione ad incontrare, presso l’abitazione dove si trova ristretto agli arresti domiciliari, i propri figli e i propri nipoti, a condizione che lo stesso indichi i nominativi dei suoi familiari che saranno autorizzati a fargli visita dagli operanti della questura di Foggia – il gip motiva così i provvedimenti.

L'altra tangente segnalata da Longo

Paolo Tonti

“Il venir meno degli organi elettivi dell’Ente comunale non ha alcun riverbero per l’imprenditore Paolo Tonti, che nella sua qualità di corruttore che certamente non risente del colore e della titolarità delle cariche di sindaco, assessori e consiglieri comunali, ed in ragione della evidente pervicacia a negare ciò che pur non avrebbe potuto nel corso del suo interrogatorio di garanzia, conserva intatta la sua capacità di interferire con le scelte degli apparati comunali, sia di natura elettiva che di natura impiegatizia”. Tonti ha infatti un parente segretario presso una commissione del Comune di Foggia.

Franco Landella

Il decreto prefettizio del 25 maggio ha avuto indubbio effetto sul grado delle esigenze cautelari evidenziate nei confronti di Franco Landella, privato della carica di sindaco. “Con la più volte ricordata ordinanza del 20 maggio si è peraltro posta in risalto la proclività a delinquere da colletto bianco del Landella, comunque pronto a mercificare il suo potere derivantegli dall’essere titolare di pubblici uffici, ragion per cui nei confronti dell’indagato, il quale svolge le sue mansioni lavorative come ispettore della Asl di Foggia, e quindi in un settore purtroppo statisticamente soggetto ad accordi corruttivi se non a richieste concussive da parte dei pubblici uffici funzionari, deve applicarsi, in sostituzione della misura coercitiva degli arresti domiciliari, la misura interdittiva della sospensione dall’esercizio di ogni pubblico ufficio o servizio di cui sia titolare per la durata di dodici mesi”

Antonio Capotosto

Sebbene l’indagato Antonio Capotosto non abbia avanzato alcuna richiesta all’esito dei suoi interrogatori di garanzia, che ha reso il 27 maggio anche in relazione alla misura degli arresti domiciliari, per l’ex consigliere comunale è stato utilizzato lo stesso criterio adottato con Landella “a seguito dell’avvenuta adozione del decreto prefettizio del 25 maggio, giacché il Capotosto comunque è titolare di un pubblico servizio come collaboratore scolastico”

Nel provvedimento del Gip si legge che “il contenuto dei suoi diversi interrogatori conferma la figura di un personaggio provvisto di certa procclività a delinquere, completamente sprovvisto della capacità di inficiare il grave quadro probatorio emergente nei suoi riguardi, connotato finanche da un certo tono irridente come quando, contro ogni evenienza (pure sopravvenuta anche grazie alle propalazioni del Longo acquisite il 28 maggio, che ha indicato nel Capotosto uno dei più attivi perché si arrivasse ad un voto favorevole sull’accapo Tonti), ha cercato di far credere che stesse prendendo in giro lo Iaccarino fingendo di aderire alle sue indebite richieste da formulare all’imprenditore….”

Pertanto, “l’eventuale sospensione subita dal Capotosto in sede amministrativa non potrebbe avere alcuna incidenza sulle esigenze cautelari, giacché se al Capotosto non venisse applicata alcuna misura cautelare, sebbene di natura interdittiva, verrebbe meno anche la ragione della sospensione in via amministrativa”

Daniela Iolanda Di Donna

La richiesta del legale della moglie di Franco Landella è stata rigettata perché, scrive Sicuranza, “l’intraneità di Daniela Iolanda Di Donna all’appartato comunale di Foggia, essendo dipendente dell’ente territoriale, non può risentire in alcun modo dell’avvenuta adozione del decreto prefettizio del 25 maggio, giacché Di Donna, sebbene dal 7 maggio spostata ad ufficio diverso dal gabinetto del sindaco, conserva intatta la sua capacità di incidere sulle scelte dell’ente territoriale, quantomeno di quelle dei suoi funzionari, e ciò in ragione di quel giro d’affari che ha necessariamente intessuto con il marito Landella nel corso del suo incarico elettorale protrattosi per circa due mandati”

Dario Iacovangelo

Per Dario Iacovangelo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere, “l’unico elemento di spessore, sopravvenuto all’esecuzione dell’ordinanza del 20 maggio e che va ad incidere sulle esigenze cautelari”, è costituito dal decreto prefettizio con il quale il Prefetto di Foggia ha decretato la sospensione del Consiglio comunale con la conseguente nomina del commissario prefettizio per la provvisoria gestione dell’Ente. “Orbene, è evidente come la sopravvenienza del citato decreto prefettizio faccia venire meno ogni esigenza cautelare per Dario Iacovangelo, dipendente di una industria privata, il quale, essendo privato della possibilità di accedere al Comune di Foggia se non nella qualità di privato cittadino, non ha alcuna possibilità di reiterare la condotta criminosa per la quale è stato attinto dalla misura coercitiva degli arresti domiciliari, sicché in suo favore va certamente disposta la revoca della detta misura"

"Apprendiamo con soddisfazione la decisione del gip che per quanto ci riguarda era assolutamente prevedibile. Con i tempi e i modi giusti confidiamo di poter dimostrare l’innocenza di Dario Iacovangelo in tutte le sedi” il commento del legale difensore di Dario Iacovangelo, l'avv. Maddalena Manniello.

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