Sabato, 12 Giugno 2021
Cronaca

Monitoraggio Covid: indice rt scende a 1.08, ma aumentano ancora i ricoverati. La Puglia tra le nove regioni ad alto rischio

Tra le note positive il calo, per la prima volta dopo diverse settimane, del dato sull'incidenza cumulativa. In Puglia l'indice rt è sceso a 0.99. Nelle terapie intensive oltre 200 ricoverati in più. Rezza: "Data la situazione è bene mantenere comportamenti prudenti"

"Dopo molte settimane diminuisce leggermente per la prima volta l'incidenza di casi Covid nel nostro Paese, anche se si mantiene molto elevata, superiore a 700 casi per 100mila abitanti. L'indice Rt si fissa a 1.1, quindi si nota un primo effetto delle misure di contenimento fino a ora adottate. Purtroppo aumentano i ricoveri ospedalieri e soprattutto quelli in terapia intensiva. Data la situazione è bene mantenere comportamenti prudenti", è il commento del prof. Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, sull'ultimo Report Monitoraggio Covid, diramato ieri dal Ministero. 

Un report nel quale per la prima volta dopo diverse settimane si registrano dei miglioramenti  in due dati, l'incidenza dei casi e l'indice di trasmissibilità. Tuttavia, i miglioramenti non sono ancora tali da consentire un allentamento delle misure di sicurezza anche perché, per converso, si registra ancora un aumento dei ricoveri generale e nelle terapie intensive. 

"L’incidenza - si legge nel report - rimane tuttavia ancora troppo elevata per permettere una gestione sostenibile ed il contenimento. Per questo motivo, è necessario raggiungere livelli di trasmissibilità significativamente inferiori ad 1 consentendo una rapida diminuzione nel numero di nuovi casi di infezione e, conseguentemente, una riduzione della pressione sui servizi sanitari territoriali e ospedalieri".

Come detto, l'indice rt nazionale calcolato sui casi sintomatici è sceso a 1.08, si tratta del terzo calo consecutivo. Restano 11 le regioni/province autonome con un indice pari o superiore a 1. Al limite la situazione della Puglia, che fa registrare uno 0.99. La Puglia è anche una delle sette regioni in cui si registra - rispetto al report precedente - un calo del numero di focolai. 

Per quanto riguarda l'incidenza (ovvero il numero di positivi per 100mila abitanti) cumulativa, il dato resta ancora elevato, seppur anch'esso in diminuzione per la prima volta dopo diverse settimane: in Italia è scesa a 706,27 rispetto al 732,6 del precedente monitoraggio. In Puglia l'incidenza si attesta a 443.85. Nella provincia di Bolzano (1423,85), in Piemonte (1115,73) e in Valle d'Aosta (1322,70) i numeri più elevati.

Sebbene questi dati non la vedano in cima alle classifiche, la Puglia resta tra le regioni classificate come ad alto rischio e/o equiparata ad alto rischio per 3 o più settimane consecutive. Sono in totale 9 le regioni/province autonome ad alto rischio: Abruzzo, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Provincia autonoma di Bolzano, Puglia, Sardegna e Sicilia. La Puglia, alla pari di quasi tutte le altre regioni, ha superato la soglia del 30% per i ricoveri in terapia intensiva e del 40% per i posti letto di area medica Covid, facendo registrare in entrambi gli indicatori il 45%. Preoccupante la situazione di Bolzano, che fa registrare il 100% di posti di area medica occupati e il 52% di ricoverati in terapia intensiva. Situazioni analoghe in Piemonte (64% di posti letto in terapia intensiva come la Lombardia) e Liguria (53% delle terapie intensive occupate). Complessivamente, il numero di persone ricoverate in terapia intensiva è salito a 3.816, facendo registrare un aumento di oltre 200 unità rispetto al precedente monitoraggio. Oltre 1.500 in più le persone ricoverate nelle aree mediche. 

Si osserva infine, una diminuzione del numero di casi non riconducibili a catene di trasmissione. Un dato confortante perché potrebbe essere collegato a un miglioraemento nelle attività di tracciamento. 

Tuttavia, malgrado gli oggettivi segnali di miglioramento, l'Italia è ancora lontana dal rivedere la luce in fondo al tunnel: "Questo andamento non deve portare ad un rilassamento prematuro delle misure o ad un abbassamento dell’attenzione nei comportamenti. Si conferma la necessità di mantenere la drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone. È fondamentale - si legge ancora nel report - che la popolazione eviti tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie e di rimanere a casa il più possibile. Rimane essenziale evitare gli eventi aggregativi che, se effettuati, porteranno ad un rapido aumento nel numero di nuovi casi".

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