Report monitoraggio Covid, l'indice Rt sale a 1,5 e aumentano i ricoveri: "Epidemia in rapido peggioramento"

Il report settimanale evidenzia un preoccupante peggioramento della situazione. Ricoveri e terapie intensive in rapido aumento. Solo un caso su quattro viene rilevato attraverso il tracciamento dei contatti

"L’epidemia è in rapido peggioramento e compatibile complessivamente con uno scenario di tipo 3 (Prevenzione e risposta a COVID-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di transizione per il periodo autunno-invernale) con rapidità di progressione maggiore in alcune Regioni italiane". È quanto riportato nel consueto report settimanale di monitoraggio Covid-19 in tutta Italia afferente al periodo 12-18 ottobre 2020. 

Il Ministero della Salute conferma la presenza sempre più evidente di segnali di criticità dei servizi territoriali, nonché il raggiungimento di soglie critiche dei servizi assistenziali di diverse regioni: "Sono necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità nonché l’attuazione delle altre misure già previste nel piano 'Prevenzione e risposta a Covid-19: evoluzione della strategia e pianificazione nella fase di trasmissione per il periodo autunno-invernale'. Si invitano nuovamente le Regioni/PA a realizzare una rapida analisi del rischio, anche a livello sub-regionale, e a considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette.
È fondamentale che la popolazione rimanga a casa quando possibile e riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine". 

Aumento dei casi e dell'indice Rt

L'aumento costante dei casi, già registrato da settimane, ha subito una accelerata notevole: negli ultimi 14 giorni l'incidenza cumulativa (i casi ogni 100mila abitanti) si è pressoché raddoppiata, passando dai 75 casi nel periodo 28 settembre - 11 ottobre, ai 146,18 del periodo 5-18 ottobre. In sensibile aumento anche il numero dei sintomatici, passato dai 15.189 a 27.114. Sale anche l'indice Rt pari a 1,50: "Sono riportati segnali di allerta della resilienza dei servizi territoriali in tutte le Regioni/PA". In Puglia l'indice Rt è giunto a 1,52, alla pari dell'Emilia Romagna. Situazione analoga in Toscana (1,51) e in Abruzzo (1,50). Ancor più grave la situazione in alcune regioni, come la Lombardia (1,64), il Piemonte (1,83), la provincia autonoma di Bolzano (1,8), l'Umbria (1,69) e il Veneto (1,54). Ma è la Valle d'Aosta a presentare l'indice Rt più alto, con un preoccupante 2,37. La Basilicata resta l'unica regione ad avere l'indice inferiore a 1 (0,95). La regione lucana presenta anche la più bassa incidenza cumulativa (2,87 su 100mila abitanti).

Anche il report conferma la sempre più crescente difficoltà di tracciamento dei contatti: solo un caso su quattro viene individuato mediante il tracciamento, così come è in calo la percentuale di nuovi contagi rilevati attraverso l'attività di screening. Il 31,7% dei casi viene individuato solo attraverso la comparsa dei sintomi. 

Epidemia in rapido peggioramento

Il succitato scenario di tipo 3 è ormai conclamato in diverse regioni dove si riscontrano valori di Rt superiori a 1,25 e "segnali che si riesca solo modestamente a limitare il potenziale di trasmissione di Sars-Cov-2. Si osserva una rapida crescita dell’incidenza, impossibilità sempre più frequente di tenere traccia di tutte le catene di trasmissione e rapido aumento del carico sui servizi assistenziali con aumento dei tassi di occupazione dei posti letto ospedalieri sia in area critica che non critica".

Oltre 7500 focolai attivi

Sono in tutto 7.625 i focolai attivi, di cui 1.286 nuovi. Per la prima volta, dopo undici settimane, il numero di nuovi focolai diminuisce. Ma, come evidenzia il report, non è proprio un aspetto positivo, in quanto il forte aumento dei casi non ha consentito ai servizi territoriali di individuare un link epidemiologico: ""Sono stati segnalati 23.018 casi non associati a catene di trasmissione note (vs 9.291 la settimana scorsa) che corrisponde al 43,5% del totale di casi notificati questa settimana.  Sono stati riportati focolai nella quasi totalità delle province (106/107). La maggior parte di questi focolai continua a verificarsi in ambito domiciliare (81,7%) che al momento rappresenta un contesto di amplificazione della circolazione virale e non il reale motore dell’epidemia".

Per quel che concerne le scuole, benché si sia registrato un aumento dei focolai, la trasmissione intrascolastica resta limitata (solo il 3,5% di tutti i nuovi focolai in cui è stato segnalato il contesto di trasmissione). "È tuttavia chiaro che le attività extra e peri-scolastiche possono costituire un innesco di catene di trasmissione laddove non vengano rispettate le misure di prevenzione previste". 

Ricoveri e terapia intensiva 

Numeri preoccupanti anche per quel che concerne i ricoveri. Quelli in area medica sono cresciuti del 36,63% (da 4.519 a 7.131). Addirittura del 44% la crescita delle terapie intensive (da 420 a 750): "Conseguentemente aumentano i tassi di occupazione delle degenze in area medica e in terapia intensiva, con alcune Regioni/PPAA sopra 10% in entrambe le aree. Se l’andamento epidemiologico mantiene il ritmo attuale, esiste una probabilità elevata che numerose Regioni/PPAA raggiungano soglie critiche di occupazione in brevissimo tempo".

In conclusione, il report evidenzia segnali di criticità dei servizi territoriali e il raggiungimento imminente di soglie critiche dei servizi assistenziali di numerose regioni. L'aumento dell'indice Rt indica "una situazione complessivamente e diffusamente molto grave sul territorio nazionale con rischio di criticità importanti a breve termine in numerose regioni. "Sono necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità nonché l’attuazione delle altre misure già previste nel documento 'Prevenzione e risposta a COVID-19'"

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