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L'agguato a Rocco Dedda

L'agguato a Rocco Dedda

Vertici in carcere e mafia in stallo, ma non è una 'pax criminale': in città dominano i Moretti-Pellegrino

Non si tratta di una pax criminale, ma di un momento di riorganizzazione interna dei gruppi che, ciclicamente, danno luogo a cruente conflittualità

Equilibri ballerini e assetti tutti da (ri)trovare, anche nella criminalità organizzata foggiana, dove il capoluogo resta, sì, segnato dalla contrapposizione tra i Sinesi-Francavilla da una parte ed i Moretti-Pellegrino- Lanza, ma che in questi mesi ha vissuto un periodo di stallo. Che non si tratta di una pax criminale, ma di un momento di riorganizzazione interna dei gruppi che, ciclicamente, danno luogo a cruente conflittualità, senza risparmiare elementi apicali e storici della Società Foggiana, con ripercussioni anche sulla provincia, dove gli stessi da tempo contano su appoggi e sinergie con altri clan locali.

A Foggia è "Quarta Mafia"

Stallo dei clan, Sinesi-Francavilla in difficoltà

“Il semestre in esame è stato caratterizzato da un momento di stallo, dovuto soprattutto agli efficaci interventi investigativi e giudiziari che hanno privato i sodalizi dei propri vertici”, si legge nella relazione semestrale della DIA al Parlamento. “Per quanto attiene alle dinamiche interne ai clan, il gruppo Sinesi-Francavilla si troverebbe in un momento di estrema difficoltà: fortemente indebolito e sostanzialmente impossibilitato ad agire per la detenzione dei suoi vertici, sembra risentire anche della progressiva mancanza di appoggio da parte dei sodalizi alleati. Anche per tali ragioni, gli equilibri interni al predetto clan sono esposti a riassetti radicali, segnati da scissioni e addirittura da possibili cambi di posizione, che non si limiterebbero ai semplici fiancheggiatori”.

“Gli esiti investigativi e giudiziari – si legge ancora - hanno fornito importanti elementi conoscitivi in ordine ad alcuni aspetti delle cruenti fibrillazioni”. E’ il caso dell’operazione eseguita da Polizia di Stato e Arma dei carabinieri, che ha portato all’arresto di quattro appartenenti al gruppo Sinesi-Francavilla, tra cui il capoclan, ritenuti responsabili dell’agguato (quello al bar H24, in via San Severo, ndr) in cui, il 29 ottobre 2016, sono rimasti coinvolti due soggetti dell’opposto clan Moretti-Pellegrino-Lanza, uno ucciso e l’altro ferito. Altrettanto significativi sono gli esiti processuali dell’operazione “Rodolfo” e dell’operazione “Saturno”, che hanno inflitto rilevanti condanne ai vertici del sodalizio.

Il clan Moretti-Pellegrino domina e stringe accordi

“Il clan Moretti-Pellegrino-Lanza - pur colpito, nel semestre, dagli esiti processuali dell’operazione “Ripristino” - avrebbe invece assunto un ruolo potenzialmente dominante, dimostrandosi non solo dinamico nell’assecondare le mire espansionistiche del suo vertice, ma anche capace di interagire con i gruppi criminali più forti di San Severo, del Gargano, campani e calabresi. In città, il sodalizio si avvale anche del sostegno della terza consorteria foggiana, quella dei Trisciuoglio-Prencipe-Tolonese, guidata da un altro elemento storico della Società". Concorrono alle dinamiche criminali di tale composito contesto alcuni episodi di sangue consumati in città, in quanto potenzialmente ascrivibili a logiche di criminalità organizzata, con ulteriori riverberi che potrebbero derivare dalla recente scarcerazione di alcuni elementi di primo piano. A completamento del quadro criminale, si aggiunga come la criminalità foggiana, oltre a prediligere il racket delle estorsioni - con particolare riguardo ai settori del commercio, dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura - continua ad essere attiva nelle rapine e ad investire importanti capitali negli stupefacenti, contesto in cui interagisce anche con altre realtà criminali della provincia (sanseverese, garganica e cerignolana)

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