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Cronaca

Scoperti 109 furbetti del reddito di cittadinanza condannati per reati di mafia in Puglia: quasi 1 milione percepiti indebitamente tra Bari e la Bat

Operazione Veritas della Guardia di Finanza: illeciti contro il Reddito di Cittadinanza, denunciati 109 percettori condannati per reati di tipo mafioso

La verifica della regolare percezione del 'reddito di cittadinanza' in Puglia ha portato i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziari del capoluogo, alla scomperta di 109 soggetti che avrebbero percepito illecitamente il beneficio economico per un ammontare di 900mila euro.

Già disposto il sequestro di consistenti disponibilità finanziarie, provento del reato, nonché delle “carte postamat Rrc” utilizzate dagli indagati per il prelevamento del sussidio. L’operazione, convenzionalmente denominata 'Veritas', rappresenta l’epilogo di articolati approfondimenti investigativi svolti dalle Fiamme Gialle baresi a tutela della spesa pubblica nazionale.

In Puglia i percettori del Reddito di Cittadinanza sono quasi 150mila per una media mensile di 552 euro. L'anno scorso, in provincia di Foggia, le Fiamme Gialle hanno intercettato 1,1 milioni di euro indebitamente percepiti e 283mila euro di contributi, per fortuna non riscossi, nonché di denunciare all’Autorità Giudiziaria, per le ipotesi di reato previste dalla normativa di settore, 154 soggetti, tra cui intestatari di ville e autovetture di lusso, evasori totali, persone dedite a traffici illeciti e facenti parte di associazioni criminali di stampo mafioso, già condannate in via definitiva.

Per quanto riguarda l'operazione Veritas, per definire i target da sottoporre a controllo si è proceduto a individuare i soggetti gravati da una sentenza di condanna definitiva per il reato di associazione di tipo mafioso o per altre gravi fattispecie delittuose aggravate dal “metodo” e/o dalla “finalità” mafiosi.

I dati così acquisiti sono stati incrociati con le pertinenti risultanze estrapolate dalle banche dati in dotazione alla Guardia di Finanza, isolando 109 soggetti residenti a Bari e nella vicina Bat, da sottoporre ad accertamenti (continua a leggere).

Dalle indagini sarebbe emerso che in violazione della normativa di riferimento - numerosi richiedenti il beneficio (prima o dopo la presentazione della relativa istanza all'Inps - abbiano omesso di comunicare di essere gravati da una sentenza penale di condanna definitiva, emessa dalla competente autorità giudiziaria nel decennio precedente, per il reato di associazione di tipo mafioso o per altre fattispecie delittuose connesse ad attività mafiose.

Tra gli indebiti beneficiari è stato individuato un esponente di spicco di un clan attivo nel territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani, condannato in via definitiva, oltre che per il reato di associazione mafiosa, anche per il tentato omicidio di un affiliato alla fazione criminale opposta.

In altri casi è stato, invece, appurato come i componenti dei nuclei familiari percettori (prima o dopo la presentazione dell’istanza) avessero omesso di comunicare all'istituto nazionale di previdenza sociale la presenza di un soggetto convivente gravato da siffatti precedenti penali o in stato detentivo.

Nello specifico è stata accertata l’illegittima erogazione del beneficio ai conviventi di boss ed esponenti di primo piano della criminalità barese dei clan Capriati e Di Cosola e di quella attiva nel territorio della provincia di Barletta-Andria-Trani, del clan Cannito-Lattanzio, condannati in via definitiva per il reato di associazione di tipo mafioso, oltre che, in taluni casi, per omicidio, traffico di sostanze stupefacenti e detenzione di armi.

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