Sabato, 13 Luglio 2024
Cronaca San Severo

Sindacalista aggredito al Gran Ghetto: "Gravissimo". Chiesta chiusura del sito: "E' una polveriera"

Le reazioni a quanto accaduto a Mohammed Elmajdi, aggredito e sequestrato per circa un'ora dai migranti di Torretta Antonacci. Barone: "Non permetteremo a pochi prepotenti di avere la meglio.

L'aggressione al sindacalista Mohammed Elmajdi nel ‘Gran Ghetto’ ha scosso il mondo del sindacato e della politica. “Un episodio gravissimo che ben rappresenta le condizioni delle baraccopoli d'Italia, dove si concentrano degrado, caporalato e violenze di ogni tipo”, puntualizzano il segretario generale della Fai-Cisl nazionale Onofrio Rota, assieme a Paolo Frascella della Fai-Cisl regionale e Donato Di Lella della Fai-Cisl Foggia.

"Ci auguriamo sia fatta piena luce su mandanti ed esecutori di questo atto vile per assicurarli alla giustizia", affermano i sindacalisti, che aggiungono: "A Mohammed Elmajdi abbiamo già espresso anche personalmente il nostro messaggio di piena vicinanza e di incoraggiamento a proseguire le battaglie del sindacato per la legalità, il lavoro regolare, l'integrazione dei braccianti migranti, ma serve chiaramente anche il pieno sostegno delle istituzioni e delle forze dell'ordine affinché certe azioni non si ripetano. Anche la nostra petizione 'Mai più ghetti' che sulla piattaforma change.org ha superato rapidamente le 20 mila adesioni va sostenuta per dare un messaggio forte alla politica e in particolare al prossimo Governo e a chi presiederà il Parlamento nella prossima legislatura: la lotta al caporalato e il superamento dei ghetti devono essere una priorità se veramente vogliamo essere un Paese civile che salvaguarda la dignità umana e la legalità", spiegano.

Chiede la chiusura definitiva del sito, invece, il commissario provinciale di Fratelli d’Italia di Foggia, Galeazzo Bignami: “Da sempre abbiamo paventato il rischio che il Gran Ghetto di Rignano fosse una polveriera pronta a esplodere da un momento all'altro, anche per colpa delle inefficaci politiche nazionali anti-caporalato, infarcite più di demagogia che di vera concretezza, e quelle inconcludenti della Regione Puglia, solo slogan e propaganda. L'aggressione di oggi conferma i nostri timori”, spiega Bignami. La colpa di Elmajdi?, ipotizza Fdi è “aver attivato all'interno del ghetto misure di inclusione e quindi stabilire delle regole di convivenza civile all'interno e all'esterno. L'aggressione è un chiaro atto di ostilità, uno schiaffo alla legalità e alla dignità dell’uomo. È evidente che all'interno vige una sorta di anarchia e illegalità diffusa a danno anche di quei migranti che vengono in Italia solo per lavorare onestamente e poi si ritrovano a essere ‘schiavi’ di bande di delinquenti che sono i veri padroni del ghetto, che per questo va subito smantellato”, conclude.

Ferma condanna per l'aggressione subìta dal segretario Cisl Foggia anche da parte dell’onorevole Marcello Gemmato, coordinatore regionale Fratelli d'Italia Puglia: “Portare legalità in un posto che la rifiuta palesemente? Se questa è la reazione, è sconcertante ma non deve essere demotivante: sono certo che le Istituzioni e le sigle sindacali ci riproveranno e riusciranno nell'intento. Auspico che le autorità competenti, invece, valutino le conseguenze per gli autori dell'aggressione”, spiega. .

“L’aggressione a Mohammed Elmajdi all’interno del ‘Gran Ghetto’ è un episodio gravissimo che ci deve spingere a mantenere ancora più alta l’attenzione per quello che riguarda le politiche dell’integrazione”, puntualizza invece l’assessora regionale al Welfare, Rosa Barone. “Non permetteremo a pochi prepotenti di avere la meglio. Conosco Mohammed e voglio ringraziarlo per l’impegno nel contrasto al caporalato e per l’attuazione delle politiche di accoglienza e integrazione. Come Regione stiamo lavorando e una parte del Piano regionale delle Politiche Sociali è dedicata ai temi dell’immigrazione. Le azioni riguardano la sfera culturale, linguistica, economica, lavorativa e socio-sanitaria. Presto sarà convocato un tavolo intersettoriale con tutti gli attori interessati perché le azioni per l’inclusione previste dalla Regione per cui Mohammed era oggi al campo vanno portate avanti e lo faremo con ancora più determinazione, garantendo maggiore sicurezza perché simili episodi non devono più accadere”, conclude. 

“Un gesto terribile, un atto di preoccupante gravità, l'aggressione al responsabile per l'immigrazione della Cisl di Foggia Mohammed Elmajdi. L'impegno quotidiano del sindacato per la legalità e la difesa dei diritti dei lavoratori si scontra anche con coloro che vogliono mantenere un clima di oppressione, violenza e ricatto tra i lavoratori stranieri che vivono all'interno del cosiddetto Gran Ghetto”, aggiunge infine l’on. Nunzio Angiola (Azione). “È una frontiera che si sta dimostrando molto pericolosa per chi vuole, anche lì, far prevalere la legalità ed il rispetto della persona umana. La Cisl ed il sindacato tutto non abbassino la guardia e non affievoliscano questo loro prezioso impegno di civiltà e di umanità”, conclude.

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