San Severo ha paura: “Basta rapine”. Ci vuole l’esercito? Si scende in piazza

Il sindaco avrebbe suggerito l'impiego dell'esercito al prefetto Latella, ma il Meetup degli 'Amici di Beppe Grillo-San Severo in Movimento' ha organizzato un corteo di sensibilizzazione in programma venerdì 11.

Rapina London Bar

Associazioni di categoria, sindacati, istituzioni, cittadini, partiti e movimenti politici chiedono interventi mirati ed immediati per fronteggiare l’emergenza rapine che sta interessando la provincia di Foggia, ma in particolar modo San Severo, la più colpita nelle ultime settimane. Rapine che nella città governata dal sindaco Savino – che al prefetto Latella avrebbe suggerito l’impiego dell’esercito – fanno il paio con i fenomeni malavitosi delle estorsioni, dei furti e di atti intimidatori.

L’ultimo di una lunga serie colpi, questa volta fallito, si è consumato a Torremaggiore, all’interno della tabaccheria di via Francesco Petrarca, dove una guardia giurata è riuscita a mettere in fuga i malviventi, poi arrestati dai carabinieri dopo un lungo inseguimento. La baby gang era formata da un 14enne, un 16enne e un 24enne, tutti di San Severo.

Il primo ottobre a farne le spese era stato il supermercato ‘Eurospin’, mentre il giorno successivo era toccato alla Tabaccheria Pistillo di via Filippo D’Alfonso. In quell'occasione i delinquenti hanno colpito i titolari dell’esercizio commerciale con il calcio di una pistola e con un coltello, ferendoli lievemente.

“In città sta registrando un'escalation di attività malavitose che ha dell’incredibile, con una media che ormai è di un colpo al giorno. I negozianti hanno paura, così come i clienti poco inclini a vivere esperienze di certo traumatizzanti come quella di vedersi puntare una pistola sul volto quando, con la famiglia, stanno effettuando le spese per casa. Senza dimenticare che, in un paio di occasioni si è sfiorata la tragedia, con i malviventi che hanno ferito due tabaccai, uno dei quali fatto oggetto di diversi colpi d’arma da fuoco” ha commentato Carlo Simone, presidente provinciale di Confesercenti Foggia.

“Una situazione che non è accettabile e non può vederci silenziosi. Occorre reagire, rompere questo muro criminale e fronteggiare un fenomeno sempre più diffuso in un contesto sociale, come quello di San Severo, dove di certo non aiuta la mancanza di lavoro e il particolare momento di crisi economica” ha aggiunto Simone

Diverse le richieste calate sul tavolo del prefetto di Foggia e quindi del ministero degli Interni. “Non si può combattere questa guerra con gli organici carenti, così come di recente denunciato dai sindacati di polizia, e addirittura fermi al 1989. Queste sfide si lanciano con i fatti, e non con le promesse o le soluzioni tampone. Inoltre riteniamo sia necessario un maggiore coordinamento delle forze dell’ordine presenti sul territorio per un migliore e più razionale utilizzo” ha rimarcato Franco Granata, direttore di Confesercenti Foggia -

“Così come è sempre più necessario coinvolgere gli agenti della polizia locale anche nelle attività di polizia giudiziaria, di controllo del territorio e nella repressione de reati in genere, perché negozianti e cittadini chiedono a gran voce una maggiore e più continua presenza di forze dell’ordine. Bene farebbe il Comune, ad esempio, a concedere il contratto a tempo pieno ai vigili urbani ancora “part time” in modo da avere più uomini a disposizione per riportare la città in un contesto di legalità sempre più diffusa.

Così come occorre coinvolgere la vigilanza privata nelle attività di propria competenza, permettendo alle forze dell’ordine di recuperare uomini “distratti” d altre attività di prevenzione. Per condurre le guerre servono più forze dell’ordine. E’ un’esigenza ormai indispensabile per una lotta che sta diventando sempre più impari” conclude Granata.

Sull’emergenza rapine anche la Fisascat Cisl ha espresso forte preoccupazione: “La situazione è divenuta ormai preoccupante – ha affermato il segretario generale territoriale Leonardo Piacquaddio – e merita un'attenzione particolare da parte delle istituzioni locali per monitorare e contrastare un fenomeno che arreca pesanti ripercussioni sui cittadini della nostra provincia, costretti a vivere con un disagio psicologico che va a sommarsi a quello economico, già fortemente elevato”.

“Il grido d'allarme non è rivolto solo alle istituzioni locali ed agli organi di sicurezza pubblica – continua il sindacalista Cisl – ma anche alle imprese presenti che devono necessariamente riflettere sull'ormai non più procrastinabile dovere di garantire maggior sicurezza sui punti vendita, facendo ausilio di apparati tecnologici potenziati, nonché della vigilanza di guardie giurate sulle postazioni di interesse”.

Per la Fisascat, la sicurezza è un diritto fondamentale per tutti i cittadini, sia della clientela che dei lavoratori che quotidianamente prestano attività nelle aziende. “Quest'onere per le imprese – aggiunge il segretario – non deve essere visto solo come un aggravio di spese, ma come deterrente fondamentale, oltre che per garantire la necessaria sicurezza, soprattutto per scongiurare ogni possibilità di chiusura delle attività commerciali, quale conseguenza  dei furti e della flessione dei fatturati causata dalla minor affluenza di clientela.

Sul fronte politico il meetup ‘Amici di Beppe Grillo–San Severo in Movimento’ si è detto a scendere al fianco di cittadini, studenti, associazioni e commercianti al fine di far sentire forte e chiaro il grido d'allarme dei sanseveresi alle istituzioni teso a chiedere maggiore sicurezza sul territorio. Gli aderenti del meetup sono i  promotori di un corteo di sensibilizzazione in programma venerdì 11 ottobre che a partire dalle 9, su corso Garibaldi, attraverserà via Tiberio Solis fino a giungere a piazza Incoronazione.

“L'idea – spiegano – è di coinvolgere tutta la cittadinanza in un lungo corteo capace di attrarre l'attenzione delle istituzioni, per dire basta a questo clima di insicurezza che sta mettendo a dura prova non solo la sicurezza pubblica, ma anche l'economia locale, con risvolti negativi per commercianti e occupati del settore”.

“Gli appelli, le lettere istituzionali e le richieste del consiglio comunale – continuano dal meetup – che si sono susseguite in questi anni non hanno sortito alcun effetto. Per questo riteniamo che una manifestazione pubblica che veda migliaia di cittadini scendere in piazza senza alcun colore politico ma uniti solo dal comune bisogno di sicurezza per il futuro nostro e dei nostri figli, possa rappresentare un momento importante per dar voce ad una comunità da troppo tempo abbandonata a sé stessa”.

Il meetup, attraverso i social network, si preoccuperà di raccogliere le adesioni, le richieste di intervento e le proposte provenienti dalle realtà del territorio al fine di rendere la manifestazione un momento propositivo e utile. Sarà inoltre organizzata una petizione per chiedere al Ministero degli Interni, al Prefetto e ai responsabili nazionali delle forze dell'ordine di provvedere a ripristinare l'organico del commissariato di pubblica sicurezza e della compagnia dei carabinieri.

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