Raffica di rapine, lettera-appello della vittima: "Riprendiamoci ciò che ci appartiene"

Titolari e dipendenti dei supermercati "Carni e affini" di Foggia hanno subito 5 rapine in 15 giorni. Lo sfogo in una lettera aperta alla città: "Perché gridiamo ad un chiaro senso di insicurezza senza risposta alcuna?"

Immagine di repertorio

I titolari e i dipendenti di “Carni e affini” hanno messo a segno, loro malgrado, un piccolo record: 5 rapine subite in 15 giorni, ai danni di tre punti vendita della catena di supermercati sparsi in città. Un record di cui la città non può andare certo fiera. E a mente fredda, i titolari dei punti vendita colpiti inviano una lettera aperta alla città, nella quale da una parte si chiedono rassicurazioni in materia di sicurezza, dall’altra si chiede la collaborazione dei foggiani, perché “una città unita si riprende sempre ciò che le appartiene: la quotidianità”.

IL TESTO INTEGRALE DELLA LETTERA

“Questa non vuole essere una denuncia o l’ennesimo disperato grido di aiuto contro il corretto funzionamento delle nostre Istituzioni. Vorremmo lasciare oggi qualcosa di più tramite questa lettera aperta alla citta di Foggia che ci ha portati a distogliere l’attenzione dal nostro consueto operato quotidiano.

E per operato quotidiano non intendiamo solo una giornata di lavoro, ma anche una semplice passeggiata per le vie del centro che in questo periodo sono tra l’altro anche molto piacevoli. Ma è oramai da qualche anno che si perpetuano, nei giorni precedenti alle Sante festività, episodi che a definirli spiacevoli sarebbe a dir poco riduttivo. Sono i giorni del coprifuoco. Esplosioni di serrande, rapine nei negozi, rapine per strada, rapine in casa, colpi d’arma da fuoco in pieno centro e così via.

Si, siamo a Natale. Dovremmo passare più tempo per strada e condividere momenti di gioia con i nostri familiari. Dovremmo passeggiare senza poter pensare di ritrovarsi in situazioni di pericolo. Dovremmo poter lasciare più libertà ai nostri figli di giocare in strada. Dovremmo poter entrare in un negozio senza la paura di ritrovarsi nel bel mezzo di un Far West. Ed è per questo che chiamiamo in causa le Istituzioni che ci devono una spiegazione. Qual è la risposta a tutto ciò che sta accadendo da anni in questa città?

Perché noi tutti cittadini ed imprese gridiamo ad un chiaro senso di insicurezza senza risposta alcuna? E’ un senso di insicurezza e di sfiducia che ci porta a cambiare inconsapevolmente il nostro modo di affrontare la quotidianità, tralasciando, senza alcun rumore, gli eventi che ogni giorno minano il nostro senso di indipendenza e la nostra voglia di fare e di sognare. La nostra riposta da cittadini onesti a queste continue vessazioni e violenze? Noi la lotta la facciamo ogni giorno, continuando a fare ciò che abbiamo sempre fatto senza distogliere l’attenzione verso i nostri obiettivi e i nostri sogni.

Siamo abituati così, ad affrontare le situazioni senza perpetuare odio verso chi opera e si adopera diversamente da noi pensando che con un furto o una rapina si possa diventare eroi per un giorno o semplicemente sistemare i conti a casa che non tornano. In realtà a loro diciamo a gran voce che qualcosa cambia e sta cambiando, ed è un sentimento di rivalsa della città che si sveglia e che vuole reagire alle violenze ingiuste ed insensate. Abbiamo scelto di rimanere in questa citta e di continuare a portare avanti i nostri progetti personali ed imprenditoriali proprio qui, a Foggia, la nostra città per contribuire alla crescita economica del nostro territorio perché in fondo amiamo questa terra.

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Per questi motivi chiediamo una risposta decisiva e concreta alle istituzioni che possano rendere la nostra quotidianità normale e vivere nella consapevolezza che tutto ciò sia possibile. Dal nostro canto noi continueremo ad affrontare le nostre giornate così come abbiamo sempre fatto denunciando ogni sopruso coscienti del fatto che ogni violenza subita contribuisce a creare un senso più forte di coesione cittadina. E una città unita si riprende sempre ciò che le appartiene: la sua normale quotidianità”.

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