Cronaca Cerignola / Via Vittorio Veneto

Rapina da brividi, gioielliere stufo: "Città in mano ai barbari, dobbiamo reagire da soli"

Vincenzo Erinnio, titolare di una gioielleria di Cerignola si sfoga: "Cerignola, città in cui non c'è protezione e la delinquenza spadroneggia"

Hanno sfondato la vetrina con mazze pesanti e portato via tutti i preziosi esposti, per un danno ancora da quantificare ma che supererebbe di gran lunga i diecimila euro. È accaduto ieri a Cerignola, nel tardo pomeriggio, a 24 ore da un'altra rapina messa a segno ad un negozio di abbigliamento. L'esercizio commerciale saccheggiato è 'Gioia Gioielli' situata in pieno centro cittadino, in via Vittorio Veneto. Il titolare, Vincenzo Erinnio, ha soli 28 anni ma è già alla sua seconda, amara esperienza. Un'altra aggressione l'ha subita circa tre anni fa. "Ma qui è pane quotidiano - si sfoga - siamo in mano ai barbari".

I FATTI. Stando a quando raccontato agli inquirenti, erano le 19.00 circa (dunque in pieno orario di lavoro) quando un'auto si è fermata davanti al negozio, malamente parcheggiata. Ne sono scesi quattro uomini incappucciati ed armati di spranghe che, oltrepassato il pre-ingresso, hanno cominciato a colpire la solida vetrina che raccoglie i preziosi in esposizione, tra il terrore e la paura delle due donne presenti nel negozio, madre e moglie titolare.

Consumato il saccheggio, i malviventi se la sono data a gambe guadagnano l'auto lasciata in sosta qualche metro più in là, ancora accesa. Immediato l'allarme ai carabinieri che, giunti sul posto, non hanno potuto far altro che constatare il fatto, recuperando i filmati registrati dalle telecamere di videosorveglianza dai quali, si spera, possano emergere particolari in grado di identificare la banda.

LO SFOGO. "Questa città è in mano ai barbari" si sfoga Erinnio. Alla sua seconda rapina, il giovane gioielliere non ha dubbi: "Mai di questa gravità, sia per la consistenza del bottino portato via che per le modalità e la tempistica". I malviventi hanno attaccato in piena attività lavorativa, incuranti dei passanti e degli eventuali avventori che potevano raggiungere l'esercizio commerciale, ma anche delle due donne presenti all'interno, per le quali sarà difficile ora dimenticare quelle scene.

Erinnio non ha paura di metterci la faccia. Anzi, vuole farlo: "Basta con questa paura. Io voglio ribellarmi. Devo ribellarmi. Con la mia faccia. Qui non ci tutela nessuno. Le istituzioni sono assenti. Dobbiamo reagire da soli". Solo 24 ore prima era toccato al presidente locale di Confcommercio, Vincenzo Specchio, subire l'ennesimo colpo. "Cosa dire - ha dichiarato ai cronisti - benvenuti a Cerignola. La città in cui non c'è protezione e la delinquenza spadroneggia".

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