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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
Cronaca

Dopo l'omicidio anche una rapina. Lo sfogo del titolare del distributore Eni: "Non riusciamo più a vivere"

Lo sfogo di uno dei fratelli titolari del distributori di carburanti Eni-Agip della Statale 673 di Foggia, dove il 15 novembre, all'interno della sala slot del bar, è stato assassinato Rodolfo Bruno

"Stanno un po' esagerando, non riusciamo più a vivere, le attività muoiono una dopo l'altra, noi come bancomat alla mercé dei delinquenti". Con queste parole uno dei titolari del distributore di carburanti-Gpl Eni-Agip della Statale 673 - lo stesso dove il 15 novembre scorso si è consumato l'omicidio di mafia di Rodolfo Bruno - commenta la rapina avvenuta nel tardo pomeriggio di venerdì.

Ad agire tre soggetti a volto coperto, giunti a bordo di una Giulietta di colore blu (simile a quella utilizzata il giorno dell'omicidio). Uno dei tre malviventi ha puntato una pistola contro uno dei fratelli titolari in servizio in quel momento, chiedendogli di consegnare l'incasso (circa 1000 euro).

Non ci sono immagini della videosorveglianza, in quanto - spiega l'esercente - il DVR era stato requisito dopo l'omicidio di Rodolfo Bruno: "Eravamo scoperti per questo motivo, purtroppo non ci è stato ancora restituito. Ora ci toccherà comprarne un altro, non solo per la sicurezza dei nostri clienti ma anche perché potrebbero servire per eventuali indagini"

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