Raphael Rossi, il manager della legalità “licenziato” a Torino e Napoli

A Torino denunciò un tentativo di corruzione quand'era nel Cda di Amiat. A Napoli è stato per soli sei mesi presidente di Asia. E' un tecnico esperto in materia di rifiuti ed è un testimone di giustizia

Il Comune di Foggia, alla presenza di Gianni Mongelli e del governatore della Regione Puglia Nichi Vendola, ha affidato la gestione dell’emergenza rifiuti del capoluogo dauno a Raphael Rossi, il manager noto per aver offerto un contributo determinante all'annoso problema dell'immondizia di Napoli. E non solo per questo.

E’ un tecnico esperto in materia di rifiuti ed è anche un testimone di giustizia. Ha occupato le prime pagine dei quotidiani italiani per aver denunciato un tentativo di corruzione quand’era consigliere d’amministrazione dell’Amiat, l’Azienda Multiservizi Igiene Ambientale di Torino

LA VICENDA AMIAT – A Torino, Raphael Rossi, un ruolo nel Cda di Amiat, bloccò l’acquisto di un macchinario di 4mln e 200mila euro perché lo ritenne inutile e perché sarebbe avvenuto senza regolare procedura di gara d’appalto pubblica. Inoltre, ci tenne a precisare Rossi, la spesa era troppo onerosa rispetto alle reali disponibilità economiche dell’azienda.

Nonostante alcune sollecitazioni e il parere favorevole del Cda, l’esperto in tema ambientale bloccò la trattativa, ma alcuni mesi dopo l’ex presidente dell’azienda piemontese – come sostenuto da Rossi - gli propose una tangente del valore di 50mila euro. In sostanza avrebbe dovuto assentarsi nel giorno in cui sarebbe stato deliberato l’ordine d’acquisto.
Il manager torinese non prese in considerazione la proposta e denunciò il tentativo di corruzione. Partirono inchiesta e processo. L’ex presidente di Amiat e il responsabile degli acquisti dell’azienda furono rinviati a giudizio insieme ad altre cinque persone.

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Stranamente le istituzioni gli voltarono le spalle e Rossi non venne rinominato. La città di Torino e l’Amiat decisero di non volersi costituire parte civile, lasciandolo solo nella battaglia senza nemmeno preoccuparsi di pagargli le spese legali del processo.

Successivamente alcuni amici del tecnico torinese fecero una petizione per chiedere al Comune di costituirsi parte civile e di pagare le spese legali per il processo. Sul Fatto Quotidiano Marco Travaglio scriverà “Una firma per Raphael e la sua schiena dritta”. Verranno raccolte più di 50mila firme.

L’Amiat finalmente si costituirà parte civile per la tentata corruzione, la turbativa d’asta e contro il direttore degli acquisti.

LA VICENDA ASIA - Oltre alla vicenda di Torino, Rossi è noto per aver ricoperto la carica di presidente in Asia - la società cha a Napoli si occupa dei rifiuti - e per essersi dimesso dopo soli 6 mesi (“in mancanza di progetti coerenti con la mia professionalità e con la linea di lavoro con la cittadinanza tracciata nei 6 mesi di Asia”) e dopo uno scontro con il vicesindaco Sodano che le pagine del Fatto Quotidiano hanno così sintetizzato: “Il primo ha ricordato l’intervista a Report di Rossi che non “fu digerita da dirigenti e personale dell’Asia”, il secondo che ha risposto colpo su colpo anche quando è emerso il tema “spese e consulenze” parlando chiaramente di “fango”. 

"Così tornano di attualità la distanza con la giunta sulla possibile assunzione dei 23 lavoratori dell’ex consorzio di bacino Napoli 5 e un protagonismo sgradito che avrebbe infastidito i vertici politici"

 

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