Panni, si può dar da mangiare ai cani randagi: bocciata l'ordinanza del sindaco

Il Tar ha accolto il ricorso di Earth ed Oipa. Bocciata l'ordinanza firmata dal primo cittadino, Pasquale Ciruolo, "di non somministrare cibo o alimenti agli animali"

Randagismo

Il Tar Puglia ha accolto il ricorso di Earth ed Oipa avverso l’ordinanza ribattezzata “affama randagi” firmata dal sindaco di Panni. “Pasquale Ciruolo dopo le proteste suscitate sembrava avesse annunciato a mezzo stampa di voler ritirare o modificare il proprio veto a cibare i randagi, ma - come da verifica dell’avv. Massimo Rizzato - non risultava depositata alcuna rinuncia agli atti”

Per questo motivo l’associazione Earth è andata avanti con il suo proposito di impugnare l'ordinanza incriminata, ottenendo piena vittoria al tribunale amministrativo "considerato che l'interesse pubblico perseguito non può identificarsi nel divieto di alimentazione di cani randagi o animali di affezione, bensì viceversa nell'esigenza di evitare il verificarsi di situazioni nocive o pericolose dal punto di vista igienico sanitario, le quali possono essere messe in pericolo dall'abbandono di rifiuti su suolo pubblico, siano essi avanzi di cibo o contenitori, fattispecie già prevista come illecito da altre norme indipendentemente dall'ordinanza sindacale impugnata".

“….è vietato alimentare cani vaganti in aree pubbliche e aperte al pubblico, o depositare per strada resti di cibo a terra per evitare problemi di materia igienico-sanitaria…” questo uno spezzone della delibera numero 15 dell’11 luglio scorso, firmata dal primo cittadino di Panni.

“Il sindaco in questione, invece di applicare la norma che vuole essere multati coloro che non raccolgono le deiezioni dei propri animali o di pensare a come diminuire il numero di randagi presenti sul territorio - spiega Valentina Coppola, presidente di Earth - ha ordinato di non somministrare cibo o alimenti agli animali. L'associazione ha immediatamente impugnato tale ordinanza ed ha continuato anche dopo il preteso ritiro della stessa visto che nulla era stato depositato in tal senso e l'ordinanza poteva essere applicata in ogni momento.

"Il Tar ci ha dato ragione, ma faremo di più" continua Coppola – che aggiunge – “stiamo predisponendo una istanza di accesso agli atti al Comune per appurare che il sindaco faccia quanto in suo dovere per la prevenzione del randagismo, piaga tristemente importante in zona, poiché non è possibile che il primo cittadino di un Comune non conosca nemmeno le rudimentali norme amministrative per poter esercitare il proprio mandato".

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