Tegola sul raddoppio del binario Termoli-Lesina: ci si mette di mezzo anche un uccellino, la Via dà parere negativo

Per quanto riguarda i lavori dei lotti II e III dell'opera sull'unico tratto della direttrice Adriatica a binario unico, la commissione tecnica della Via del ministero dell'Ambiente ha espresso parere negativo

La commissione tecnica per la Verifica dell'Impatto Ambientale - Via e Vas dopo aver esaminato, peraltro oltre i novanta giorni previsti, il progetto definitivo 'Corridoio Adriatico asse ferroviario Bologna-Bari-Lecce-Taranto. Linea ferroviaria Pescara-Bari. Tratta Termoli-Lesina. Approvazione progetto definitivo del lotto 2-3 Termoli-Ripalta e Piano di Utilizzo Terre', ha espresso parere negativo relativamente alla compatibilità ambientale dell'opera.

Di fondamentale importanza, il raddoppio della linea Adriatica nella tratta Termoli-Lesina (lotto Termoli-Ripalta), unico tratto ancora a binario unico della direttrice Adriatica Bologna-Lecce, è stato nuovamente bocciato in sede di Valutazione di Impatto Ambientale, che ha chiesto ulteriori approfondimenti sull’impatto ambientale dell’intervento.

Nel frattempo per i lavori del lotto I, la tratta Ripalta-Lesina dal costo complessivo di 106 milioni, nonostante sia stata avviata poco meno di un anno fa, la gara d'appalto è ferma per il ricorso al Tar da parte di un'impresa. Attivazione nel 2023.

In merito ai lotti II e III, invece, l’intervento interesserà circa 25 km di linea tra Molise e Puglia nei territori dei comuni di Termoli e Campomarino in Provincia di Campobasso e di Chieuti e Serracapriola in Provincia di Foggia.

Il progetto prevede il raddoppio in sostanziale affiancamento alla linea esistente per circa 2 km e la realizzazione in variante di una nuova linea a doppio binario per i restanti 23 km con la dismissione dell’attuale. L’investimento complessivo dell’intervento è di circa 594 milioni di euro. Attivazione nel 2026.

Tra i motivi che frenano l'opera, ce n'è anche uno abbastanza singolare, quello che riguarda il Coracias garrulus, l'uccello che potrebbe risentire della realizzazione del raddoppio del binario.

Alla voce 'Valutazione del progetto', la commissione VIA sostiene che "non è stato effettuato un aggiornamento della caratterizzazione dello stato attuale di salute della popolazione attualmente coinvolta dalla realizzazione dell'opera in esame, mediante l'utilizzo di dati sanitari il più possibile aggiornati, possibilmente a livello comunale".

E ancora, "non è stata effettuata una stima dei possibili impatti sulla salute della popolazione coinvolta derivanti dalla realizzazione dell'opera, effettuando la correlazione integrata dei dati esposti per le altre componenti ambientali maggiormente correlate alla salute umana (in questo caso atmosfera per la fase di cantiere e rumore e vibrazione sia per la fase di cantiere che per la fase di esercizio) con i dati relativi allo stato attuasle di salute della popolazione interessata".

Da qui tutta una serie di considerazioni sulla qualità dell'aria, il clima, la geologia e le acque sotterranee, il suolo, il patrimonio agroalimentare, la biodiversità, la fauna, l'avifauna e il piano di utilizzo terre e rocce da scavo, considerazioni che hanno spinto la commissione ha esprimere parere negativo con 30 voti favorevoli e appena uno contrario (dieci gli assenti).

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Intanto l'ex presidente del Consiglio regionale Onofrio Introna sottolinea le contraddizioni tra ,inisteri. Infatti, precisa, "il Ministero dei Trasporti ignora il parere e dichiara chiuso il procedimento, approvando il progetto definitivo". E chiede al Governo di assumersi la responsabilità di chiudere con procedura d'urgenza, "come ha fatto per il ponte Morandi a Genova". Perché, aggiunge, "qui non è strozzata una città: sei milioni di cittadini, imprenditori e lavoratori di Molise, Puglia e Basilicata sono penalizzati dalla strozzatura irrisolta di trenta chilometri a binario unico dal 1863, dall'Unità d'Italia. Vogliamo treni veloci anche in Puglia"

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