Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Raccolta Rifiuti | Lavoratori provano a riacciuffare in extremis l'accordo, ma è troppo tardi: arriva la SIA di Cerignola

Fiadel parla di "accordo truffa" che si è tentato di "estorcere" ai lavoratori. Azienda di Cerignola garantirà servizio fino al 14 gennaio

Dalla mezzanotte di oggi, 15 dicembre, giorno della scadenza dell’esercizio provvisorio, i 355 lavoratori di Amica e  Dauniambiente saranno tutti ufficialmente licenziati. E già da domani il sindaco Mongelli emanerà l’ordinanza contingibile ed urgente necessaria a garantire il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti in questa fase emergenziale.

Temporaneamente il servizio sarà gestito dalla SIA di Cerignola, che sarà operativa a Foggia già dalla mezzanotte di domani e lavorerà con propri mezzi e uomini. La disponibilità del sindaco Giannatempo c’è già; domani pomeriggio verranno espletate tutte le formalità necessarie per sottoscrivere l’accordo.

Questo lasso di tempo sarà utilizzato da Amiu (la cui proposta resta in campo) per “organizzare il servizio nei termini e con le modalità definite all’esito della trattativa svolta presso la task force per l’occupazione della Regione Puglia”.

La società del Comune di Bari ha ribadito questa mattina la propria disponibilità, non escludendo di poter subentrare prima del 14 gennaio. La clausola sociale sarà garantita, Amiu si avvarrà dei lavoratori di Amica e di Dauniambiente, attingendo alle liste di mobilità.

Ma certamente le cose cambieranno: non sarà più un servizio in prosecuzione, ma sarà Amiu a decidere quanti e quali lavoratori, e a quale livello, serviranno all’azienda levantina per l’espletamento del servizio.  Insomma, si ripartirà ex novo, con un nuovo contratto, che i “richiamati” saranno liberi di accettare o meno.

Nel frattempo il Comune di Foggia lavorerà sin da subito per mettere a punto un nuovo piano e garantire un servizio più efficiente in futuro, vagliando la strada della società in house o dell’affidamento a privati. Si chiude così una delle pagine più laceranti per la città di Foggia.

E si chiude nel peggiore dei modi. Senza più un gestore di rifiuti, fallito sotto il peso di 60 milioni di debiti, il Comune dovrà avvalersi ora della solidarietà istituzionale di altri enti per il servizio di igiene urbana per evitare l’Esercito, giudicata sia dal Prefetto Latella che dal primo cittadino l’extrema ratio.

Il rappresentante del Governo si è rimesso alle determinazioni delle due giunte comunali, quella di Foggia e quella di Bari, riunitesi in contemporanea in mattinata. La soluzione raggiunta è quella sopra riportata. Nel frattempo l’esercito di lavoratori, assunti nel tempo in Amica da politici e politicanti, va a casa con le sue stesse mani, dopo aver bocciato nel referendum interno tenutosi ieri sull’accordo con Amiu che prevedeva un taglio temporaneo in busta paga per tutti a fronte di una decurtazione del monte ore e il ritorno ai servizi in strada e presso la discarica della gran parte dei dipendenti.

A ribadire ai sindacati che “non c’è più nulla da fare” il prefetto di Foggia, Luisa Latella, che questa mattina ha assunto e mantenuto la linea dura. Il prefetto ha presieduto un vertice urgente col sindaco Mongelli, la curatela fallimentare e gli assessori regionali Nicastro e Gentile; successivamente presso il Palazzo del Governo si è svolto un comitato urgente per l’ordine pubblico e la sicurezza mentre di fronte alla Prefettura un assembramento di lavoratori presidiava il Palazzo: “mi auguro non ci siano tensioni ed azioni di forza – ha commentato sul punto il sindaco Mongelli – perché non servirebbero a nulla, meno che mai ai lavoratori”.

L’allerta, in ogni caso, è lanciato. “Una cesura netta rispetto al passato era necessaria” ha dichiarato amaramente il primo cittadino, certo che sarà “foriera di altri, positivi risultati per l’organizzazione e la gestione futura del servizio di igiene pubblica” in città.

Intanto la Fiadel, unica sigla a non aver sottoscritto a Bari l’intesa, e in un duro comunicato stampa diffuso nel pomeriggio parla di “accordo truffa” che si è tentato di “estorcere” ai lavoratori, annunciando il ricorso alla magistratura penale e respinge le accuse di intimidazioni e minacce che fonti interne all’azienda raccontano sarebbero giunta ai lavoratori ieri, durante il referendum, affinché votassero per il “no”.

Nel frattempo i 117 SI avrebbero avviato nel pomeriggio una raccolta firme per “riacciuffare” l’accordo con Amiu in extremis. Sarebbero già 200 quelle pervenute. Un’ultima manovra disperata, insomma, che servirà a poco ma che conferma, evidentemente, il clima non proprio “limpido” in cui si sarebbe svolto ieri il referendum. 

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