Raccolta rifiuti: sindacati messi alle strette, a Bari passa la linea Amiu

Questo pomeriggio l'intesa dovrebbe essere ufficializzata. Il vertice decisivo è durato sette ore fino all'una di notte

Un mezzo dell'Amiu

L’emergenza ambientale che rischiava di travolgere Foggia dal 16 dicembre prossimo pare sia ormai scongiurata. A 4 giorni dalla scadenza dell’esercizio provvisorio di Amica e Dauniambiente, il tavolo della task force regionale produce la prima fumata bianca. Il condizionale resta d’obbligo perché qualche dettaglio dovrà essere ultimato nel pomeriggio, in un incontro a Bari tra sindacati ed Amiu. Ma in linea di massima l’intesa è raggiunta.

Messi alle strette dalla task force regionale che ha sostenuto la correttezza dei conti fatti dall’azienda levantina (sempre contestati dai sindacati territoriali) e ricondotti alla ragionevolezza dai delegati regionali, Cgil Cisl Uil Ugl e Fiadel capitolano sui demansionamenti, zoccolo duro della questione.

Dopo 7 ore di vertice estenuante, protrattosi fino all’una di notte, passa la linea Amiu: più operatori in strada e buste paga più leggere per un anno per portare l’incidenza del costo del personale a livelli più sostenibili (65% almeno contro l’83 % attuale) così da rientrare nell’incasso TARSU (23 milioni di euro) che il Comune di Foggia verserà mensilmente ad Amiu (in rate da 1,8 milioni) per accollarsi il servizio rifiuti in città per i prossimi 12 mesi.

Certo, anche Amiu e Comune di Foggia hanno dovuto fare il loro passo indietro ulteriore pur di permettere il raggiungimento dell’intesa e scongiurare un’emergenza in città di proporzioni indefinibili acconsentendo al solo demasionamento cd. tecnico (vale a dire, operativo,  relativo alle mansioni da svolgere e alle spettanze mensili), un meccanismo che fa salvo l’inquadramento giuridico di ciascun dipendente, che resterebbe immutato anche se congelato per un anno.

Una soluzione provvisoria, appunto, ma l’unica in grado, a questo punto, di contemperare le posizioni di Amiu - che necessita di più uomini in strada per espletare efficacemente il servizio rifiuti contenendo, al contempo, i costi - con quelle dei sindacati, che mai avrebbero accettato una riduzione dei livelli aziendali chiamando, in loro difesa, finanche i livelli nazionali.

Sono stati i rappresentanti regionali, di fronte alla minaccia dell’Esercito e di un’emorragia occupazionale pericolosa per la città (ben 355 lavoratori a casa), a premere affinché i sindacati territoriali ed aziendali accettassero almeno il demansionamento tecnico, che congela le posizioni giuridiche. La task force tornerà a riunirsi domani per ufficializzare, si spera, l’intesa. Di tempo, ormai,  non ce n’è più.

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