Scelgono il Gargano per girare una fiction, ma dalle istituzioni nessuna risposta

La Cross Production di Roma ha scelto Vico del Gargano per girare 'Questo è il mio paese', miniserie che andrà in onda su Rai 1 per la regia di Michele Soavi

Vico del Gargano

Immaginate che una grande casa cinematografica scelga il vostro paese per girare una miniserie tv da trasmettere - si badi - su una "primaria rete nazionale" in prima serata. Immaginate che ciò debba avvenire nel 2015 (tempi stretti, dunque) e che per 12 prime serate (a tanto ammonta il numero di puntate) la bellezza del vostro territorio sarà in primo piano a livello nazionale. Immaginate il ritorno di immagine e soprattutto il ritorno economico di cotanta iniziativa. Immaginate l'indotto che si verrebbe a creare con il territorio per settimane trasformato in un vero e proprio set cinematografico. Immaginate la corsa di  enti e Comuni ad accaparrarsi una simile occasione. Immaginate che non ci sia concorrenza che tenga perché il sito è già stato individuato. Ed è Vico del Gargano.

La Cross Production, società romana di produzione audiovisiva nata dall'acquisizione di quote ex Magnolia, ha scelto il piccolo centro foggiano quale teatro di una miniserie tv da girare prevalentemente nello storico Palazzo della Bella. La fiction si chiama "Questo è il mio paese" per la regia di Michele Soavi e racconta la storia di Anna, giovane donna che ad un certo punto della sua vita si trasferisce nel paese d'origine della famiglia, al Sud, e, candidatasi a sindaco, rivoluzionerà in positivo il piccolo borgo.

Dopo alcuni sopralluoghi, la Cross Production ha ritenuto Vico, col suo Palazzo della Bella, luogo ideale per la fiction. Certo, è richiesta la gratuità della concessione dello stabile per il tempo strettamente necessario alle riprese. Ma il ritorno, in tema di immagine ed indotto economico, sarebbe enorme. A maggior ragione oggi, dopo l’alluvione che ha ammaccato l'immagine di un Gargano che prova a risalire la china da solo.

Immaginate la capitalizzazione futura di una simile fortuna. Immaginate, appunto. Perché l'occasione rischia di saltare. Andare persa. Le istituzioni, interpellate da due mesi, non danno risposte. Nonostante i sopralluoghi positivi, nessuna autorizzazione ancora a girare le riprese (che sarebbero dovute partire già all'inizio di ottobre). Il via libera è giunto solo dal Comune il cui ufficio tecnico si è detto favorevole all'iniziativa salvo una serie di prescrizioni da osservare data la vetustà del palazzo.

Silenzio tombale dalla Regione (interessato l'assessorato regionale al Demanio guidato da Leonardo Di Gioia) mentre la Comunità Montana col commissario liquidatore, Giuseppe Marotta, continua a temporeggiare frapponendo una serie di tecnicismi. Ed il progetto rischia oggi di saltare. Adirata l'assessore regionale alla Cultura, Silvia Godelli, che si starebbe attivando sul tema per velocizzare l'iter.

Mentre Pino Lonigro, consigliere regionale di SEL, attivato dal sindaco Sementino, mostra tutta la sua indignazione: "si tratta di una straordinaria opportunità che rischiamo di perdere per sciatteria amministrativa, lungaggini burocratiche ed eccessivo zelo. Se così sarò, qualcuno dovrà assumersi responsabilità". 

L'Ente Parco Nazionale del Gargano, per volontà del suo presidente, l’avv. Stefano Pecorella, fa sapere di aver risposto sin da subito alle istanze della produzione, fornendo, per quanto di propria diretta competenza, disponibilità e supporto logistico, come dimostra la messa a disposizione gratuita di talune strutture come, ad esempio, la 'Caserma Sansone' della Foresta Umbra, sempr in agro di Vico: “Resta di fatto, l'imprescindibile necessità di procedere all'effettiva realizzazione di tale progetto di respiro nazionale che, sicuramente, produrrà benefici diretti e d'indotto, sopratutto d'immagine, per il Gargano”.

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