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I rifiuti a Foggia

I rifiuti a Foggia

Questione Amica, Gaad:"Si faccia giustizia contro i responsabili"

E' forte lo sdegno per la situazione in cui versa la città di Foggia. "I cittadini sono stati gabbati perché a fronte di un aumento della tassa sui rifiuti si trovano lo stesso annegati nella monnezza"

Riportiamo di seguito la lettera degli Amici della Domenica sulla questione Amica. 

"In questi giorni grigi di fine autunno, nonostante siano chiusi tutti i teatri comunali in città, si stanno recitando varie rappresentazioni teatrali e - a Foggia accade - pare che tutti si siano messi d'impegno a scegliere sempre e solo un titolo: L'immondizia.

Svolta nel genere della tragedia, la rappresentazione vede protagonisti, per la quasi totalità incolpevoli ed attori loro malgrado, le maestranze che hanno perso il posto di lavoro. A fungere da ...coro greco, i cittadini, colpevoli solo di aver chiamato degli incapaci ad amministrare la città, e due volte gabbati!

Gabbati perché a fronte di un aumento della tassa sui rifiuti si trovano lo stesso annegati nella monnezza e si troveranno a dover far fronte alla tragica situazione debitoria che ha determinato il fallimento della società con altri aumenti delle tasse o dei tributi. Ma sullo stesso tema si è recitata pure una farsa: attori ancora un volta le maestranze, che hanno recitato sul copione chiamato referendum e in compagnia di chi aveva l'obbligo di gestire una fase così delicata in cui si è giocato con il fuoco della rabbia e dell'indignazione. E c'è persino un sequel in progress di questo proliferare di rappresentazioni monotematiche: si intitola "Il fallimento". Si tratta di una sceneggiatura scritta a più mani e che ha richiesto un tempo piuttosto lungo per la stesura e ha visto impegnati scrittori non molto capaci, perché inetti e sciatti, quando hanno scritto con dolo, e delinquenti quando hanno scritto con colpa. Su questa recita non è ancora scritta la parola fine, il telone è calato solo sul primo tempo.

L'invito di noi del Gadd ai nostri concittadini è di tenere bene a mente i nomi di tutti quelli che si sono seduti nei banchi dei consigli comunali in questi funesti anni e che hanno permesso che tutto questo avvenisse. Li ricordino per non votarli più e toglierli dalla condizione ancora di nuocere alla nostra comunità. Alla magistratura l'invito ad essere sollecita nell'assicurare alle patrie galere chi per colpa ci ha condotti a questa situazione, perché sia fatta giustizia e sia ridata quanto meno la serenità di capire cosa e perché è successo ad una comunità sempre più disorientata".

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