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"È l'ultimo miglio". Puglia zona rossa, Lopalco: "Ora stringere i denti e vaccinare"

L'epidemiologo e assessore alla Salute, intervenuto a 'Stasera Italia' ha detto la sua sul cambio di colorazione e sulla situazione dei vaccini: "Astrazeneca è sicuro, lo garantisce Ema. In Puglia non risultano casi di tromboembolismo"

La Puglia si prepara a entrare in zona rossa, ma si tratta dell'ultimo sacrificio da compiere prima di un graduale ritorno alla normalità. Ne è convinto l'assessore alla salute Pier Luigi Lopalco. Intervenuto ieri nella trasmissione condotta da Veronica Gentili 'Stasera Italia' in onda su Rete 4, Lopalco ha parlato di "ultimo sforzo", per scongiurare nuovi contagi e decessi: "Il principio è che un caso grave oggi, un'ospedalizzazione oggi, un decesso oggi, davvero non ce li possiamo permettere. Sarebbero casi prevenibili, perché abbiamo i vaccini. Dobbiamo stringere i denti per quest'ultimo miglio e vaccinare". 

L'epidemiologo e assessore ha anche spiegato che la Regione si è già attrezzata per vaccinare 45-50mila persone al giorno, "ma per ora non possiamo perché non abbiamo 45mila dosi al giorno". 

Tuttavia, malgrado il vaccino sia l'unico strumento per svoltare, sarebbe sbagliato avviare una caccia alle streghe per i ritardi nella fornitura delle dosi: "L'anno scorso quando mi si chiedeva del vaccino, dichiarai che difficilmente lo avremmo avuto prima di marzo 2021 e invece abbiamo già vaccinato centinaia di migliaia di persone in Puglia. Se parliamo di ritardi, ricordiamoci che si tratta di un ritardo rispetto a un anticipo clamoroso della scienza. Il fatto di avere diversi vaccini a disposizione è qualcosa che nessuno poteva prevedere un anno fa". 

Lopalco stronca anche le polemiche sull'"Astroscetticismo" e i dubbi sui presunti effetti collaterali del vaccino prodotto a Oxford, dopo il ritiro di un lotto del vaccino: "Possiamo anche non avere fiducia nelle industrie farmaceutiche che ultimamente non stanno brillando in comunicazione, ma dobbiamo avere fiducia nelle istituzioni sanitarie. Quando Ema dice che non ci sono legami fra questi eventi avversi e il vaccino, non lo dice perché inventa, ma perché ha i dati. Da un'analisi di tutti i dati di farmacovigilanza europea - ha aggiunto - su 5 milioni di vaccinati, si sono registrati 30 casi di tromboembolismo. Normalmente in un anno si verificano 30 casi ogni 100mila abitanti. Sono eventi che avvengono naturalmente nella popolazione e quando vacciniamo tante persone posso accadere. Ma si tratta di associazioni temporali, non causate dal vaccino. Noi dobbiamo produrre dati, analizzare archivi, fare ricerche. Su 16mila vaccinati in Puglia analizzati, non abbiamo registrato alcun segnale di tromboembolismo. Confermiamo quanto detto da Ema, non ci sono segnali preoccupanti". 

Alla notizia di un cluster scoppiato all'interno di uno dei padiglioni del policlinico 'San Martino' di Genova, dove tra i contagiati c'era anche una infermiera che aveva scelto di non vaccinarsi, l'epidemiologo ha chiosato rilanciando in concetto già espresso a proposito degli operatori sanitari che rifiutano di vaccinarsi: "Ci sono tanti bei mestieri. Uno può fare il pilota, l'altronauta, il commerciante, ma se non vuole vaccinarsi non può fare l'operatore sanitario". 

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