Cronaca

La Puglia rossa spera nel ritorno in zona arancione dal 26 aprile: decisivi i contagi di oggi e domani

Per quanto riguarda la settimana in corso, è difficile formulare delle previsioni. È un terreno piuttosto scivoloso, anche perché all'appello mancano i dati sui nuovi positivi che saranno rilevati oggi e domani e che andranno a determinare il numero complessivo di casi nel periodo 16-22 aprile sul quale sarà calcolata l'incidenza.

Mentre diverse regioni si apprestano al ritorno in zona gialla - come prevede il nuovo Dpcm che il Governo promulgherà nei prossimi giorni -, in Puglia ci si chiede quando terminerà il periodo in zona rossa. 

Secondo l'ultima ordinanza firmata dal ministro della Salute Speranza ed entrata in vigore lunedì 19 aprile, per la Puglia e la Valle d'Aosta le restrizioni della zona rossa sono state prorogate fino al 30 aprile. E quindi la Puglia resterà in rosso fino al 30 aprile? Non è detto. 

Emiliano: "Puglia arancione è molto probabile"

Sulle ordinanze occorre fare chiarezza: innanzitutto, ogni singola ordinanza relativa alle misure restrittive imposte alle regioni, ha sempre la durata di 15 giorni. Basta spulciare i precedenti provvedimenti firmati da Speranza, per averne una plastica conferma. Epperò, nelle ordinanze in cui si proroga la permanenza in zona rossa c'è l'inciso "fatte salve nuove classificazioni" da tenere in considerazione. In poche parole, vuol dire che una regione rossa con numeri (dall'indice rt ai ricoverati, passando per la determinante incidenza per 100mila abitanti) sotto la soglia critica e quindi compatibili con l'adozione di misure meno restrittive, può ottenere il passaggio in zona arancione anche prima dei suddetti 15 giorni. 

Un esempio ce lo offrono Calabria, Emilia Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte e Toscana, per le quali nell'ordinanza del 2 aprile fu confermata la zona rossa "per un periodo di ulteriori quindici giorni e fatta salva una nuova classificazione". Con la successiva ordinanza, datata 9 aprile, le stesse regioni sono tornate in arancione con una settimana in anticipo, proprio in virtù della riclassificazione effettuata in base all'incidenza per 100mila abitanti, per tutte inferiore ai 250 casi per 100mila abitanti. 

Discorso a parte merita la Sardegna che nella settimana attuale è dovuta rimanere in zona rossa, a prescindere dai numeri, in quanto la legge prevede l'obbligo di mantenimento dello stesso colore per due settimane (è entrata in zona rossa lunedì 12 aprile). 

Nel caso di Puglia e Valle d'Aosta, l'ultima ordinanza che conferebbe la zona rossa fino a venerdì 30 aprile, avrebbe una durata inferiore al solito, ovvero di dodici giorni, semplicemente perché il 30 aprile scade il dpcm attualmente in vigore. 

Ma veniamo alla Puglia: secondo l'ultimo monitoraggio, l'indice rt è attestato a 0.92, mentre l'incidenza per 100mila abitanti nel periodo 5-11 aprile è stata di 221.81 casi per 100mila abitanti (Fonte Iss). A impedire il ritorno in arancione, è stata l'incidenza calcolata nel periodo 9-15 aprile, basato sui dati comunicati dalle regioni, durante il quale la Puglia ha fatto registrare una incidenza di 261 casi per 100mila abitanti, 11 punti oltre la soglia critica fissata dal Governo. 

Per quanto riguarda la settimana in corso, è difficile formulare delle previsioni. È un terreno piuttosto scivoloso, anche perché all'appello mancano i dati sui nuovi positivi che saranno rilevati oggi e domani e che andranno a determinare il numero complessivo di casi nel periodo 16-22 aprile sul quale sarà calcolata l'incidenza. Possiamo però analizzare i dati parziali: nel periodo 16-20 aprile, i casi registrati in Puglia sono stati 6104, con una incidenza di 154.4 casi e un tasso di positività del 10,8%. Nel periodo 9-13 aprile il tasso di positività era oltre il 12% e l'incidenza a 176. È dunque evidente la discesa della curva almeno mettendo in relazione questi due segmenti temporali. Ma, come già detto, l'incidenza si riferisce a un periodo di 7 giorni. Quello che si può affermare, con il conforto della matematica, è che negli ultimi cinque giorni si è registrata una media giornaliera di 1220,8 positivi. Una media che, se si mantenesse stabile fino a domani, porterebbe a un totale di circa 8550 casi totali e a una incidenza intorno ai 217 casi. In poche parole, l'ideale per portare l'incidenza sotto la soglia critica sarebbe non superare i tremila casi totali nelle giornata di oggi e domani. L'andamento dell'ultimo periodo alimenta qualche timida speranza: il picco sembra sia stato raggiunto nei primi giorni di aprile, ma di questi tempi la cautela non è mai troppa. 

Anche perché in Puglia la pressione ospedaliera è ancora piuttosto alta, malgrado un lieve calo dei ricoverati registrato negli ultimi giorni. La percentuale di presenze in terapia intensiva, rispetto ai posti letto disponibili, è ferma al 44%, 14 punti percentuali oltre la soglia critica (+9 rispetto alla media nazionale), mentre per l'area non critica è occupato il 50% dei posti letto (+14 rispetto alla media nazionale).

Ricoverati in terapia intensiva e area non critica rispetto ai posti letto disponibili-7

Senza dimenticare la campagna vaccinale, che ha visto la Puglia accelerare il ritmo, tanto da superare il 92% delle somministrazioni rispetto alle dosi consegnate. Percentuali che vanno mantenute stabili anche nelle prossime settimane. Attualmente, la Puglia è al secondo posto (dato aggiornato alle 7.38 di questa mattina) con il 93,3% di dosi somministrate, dietro al Veneto (93,6%). Fanalino di coda è la Calabria, unica regione a presentare una percentuale inferiore all'80% dei vaccinati. 

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