Cronaca Centro - Università / Via Nazzareno Strampelli

Il Masi scende in strada: “Sette classi vi cediamo, l’istituto non ve lo diamo”

Dodici classi del liceo Poerio all'istituto per Geometri Masi. Dalla sede di via Strampelli un corteo diretto a Palazzo Dogana. "Volete anche l'aria che respiriamo?" si legge su uno dei cartelli

Sono diretti a Palazzo Dogana gli studenti dell’istituto per geometri Masi scesi in strada per protestare contro la decisione di trasferire nel loro istituto dodici classi del liceo Poerio. 

Il corteo è partito questa mattina alle 9 dalla sede di via Strampelli: “Siamo disposti ad accoglierne soltanto sette perché altrimenti per noi vorrebbe dire non poter più usufruire del laboratorio di costruzioni”. In più, sostengono i rappresentanti di oltre duecento studenti che manifestano per la terza volta in pochi giorni, “le ragazze non avrebbero i servizi a loro riservati situati allo stesso piano e i docenti perderebbero la propria aule”. E ancora: “Dovremmo fare a meno di un'aula attrezzata per i disabili”.

"DALLE AULE DEL MASI NON CI MUOVEREMO"

Da qui la protesta che vede alcuni ragazzi muniti di megafono, cartelli ed elmetti gialli. “Volete anche l’aria che respiriamo?”, “Vogliamo i nostri diritti”, “Noi sette classi vi cediamo, il nostro Masi non ve lo diamo”.

IL VIDEO: "NOI VOGLIAMO UNA RISPOSTA"

Il corteo, dopo aver attraversato le vie della città, ha raggiunto la sede della Provincia di Foggia in piazza XX Settembre al grido "Noi vogliamo una risposta". Prima però, in Corso Roma, una delegazione degli aspiranti geometri aveva incontrato e affrontato la questione con alcuni studenti del Liceo Poerio.

"Se i geometri non possono studiare, non saranno solo le scuole a crollare" è il contenuto di un manifesto retto da una studentessa. Le risposte non sono arrivate, i ragazzi non sono stati ricevuti ma annunciano un'altra manifestazione agli inizi di novembre saltellando e cantando: "Anche se al Masi noi vi vogliamo, il piano terra non ve lo lasciamo, potete andare al secondo piano per fare inglese, francese o italiano"

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