I braccianti insorgono: “Non dovete pagarci 3 euro a cassone, ma 8 euro all’ora”

Circa duecento braccianti che lavorano nelle campagne della provincia di Foggia hanno protestato contro le condizioni in cui sono costretti a lavorare

La protesta dei braccianti a Foggia

“Non dovete pagarci tre euro a cassone, ma 8 euro all’ora”. Oggi i braccianti che lavorano nelle campagne del Tavoliere hanno incrociato le braccia e sono scesi in strada, attraversando le vie di Foggia, dal cavalcavia di via Manfredonia alla Prefettura di Corso Garibaldi.

Circa duecento lavoratori hanno protestato contro lo sfruttamento nei campi e le condizioni in cui sono costretti a lavorare, pessime, per un guadagno irrisorio rispetto agli sforzi che la raccolta nei campi richiede. Con loro c’erano gli esponenti di comitati e associazioni che soprattutto nel periodo estivo forniscono sostegno morale e supporto di ogni genere ai braccianti.

3 euro, al massimo tre euro e cinquanta, per 300 kg di pomodori raccolti. I lavoratori dell’oro rosso non ci stanno più e chiedono il pagamento a ore e non a cottimo; un ingaggio e un contratto di lavoro regolare, senza alcuna intermediazione. In più il rilascio dei permessi di soggiorno.

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