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Bambini e disabili restano nei container, mamme esasperate pronte a bloccare le strade: "Non si può più vivere qua"

Appello al Prefetto di Foggia da parte di Giulia e delle famiglie alle quali non sono state assegnati gli alloggi. La protesta nei locali del Comune di via Gramsci

 

Sette case non bastano. Era prevedibile che la graduatoria stilata dal Comune di Foggia per l'assegnazione degli alloggi agli abitanti dei container di via San Severo avrebbe generato il malcontento degli esclusi. Le mamme hanno gli occhi gonfi di lacrime, scalpitano e non ne possono più di aspettare, nel limbo della ricerca di case intrapresa dall'Arca Capitanata tramite manifestazione di interesse.

Gli aventi diritto sono 35. Le procedure sono partite già ieri con la firma dei primi decreti di assegnazione. Entro fine febbraio potrebbero entrare in possesso delle chiavi. 

Le altre 28 famiglie rivolgono ora un appello al Prefetto Raffaele Grassi e chiedono un incontro urgente. Sono pronte anche a bloccare le strade, e già in passato hanno inscenato clamorose proteste.

Sono tornate negli uffici del Servizio Politiche Abitative di via Gramsci e contestano i criteri applicati: tra i 28 nuclei che dovranno attendere i prossimi alloggi utili, ci sono famiglie numerose e soggetti con disabilità.

I parametri erano stati approvati in Giunta alla vigilia della pubblicazione della graduatoria: tra le condizioni valutate, però, erano stati inseriti anche eventuali "migliorie" apportate o abusi edilizi. “Il 12 febbraio - protestano - era previsto lo sgombero".

A farsi portavoce è Giulia, ormai paladina della battaglia dei baraccati, nonostante sia stata una delle prime ad uscire dal campo. Si prepara a rivolgersi nuovamente al Premier Giuseppe Conte, purché la baraccopoli sia smantellata al più presto.

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