Costretta a prostituirsi da Foggia a Taranto, ai poliziotti svela business di un sodalizio criminale: anche un prete tra i 13 arrestati

Tredici arresti nell'ambito della operazione Madame. A capo della organizzazione criminale due romeni che gestivano il business della prostituzione da un carcere francesce. Arrestata anche la maitresse, ai domiciliari don Saverio Calabrese parroco di Monteparano

Avrebbero lavorato anche a Foggia le "squillo" romene sfruttate da una organizzazione dedita allo sfruttamento della prostituzione smantellata dalla Questura di Taranto che con l'operazione Madame ha dato esecuzione a 13 ordinanze di custodia cautelare di cui otto in carcere e cinque ai domiciliari emesse dal Gip di Taranto Paola Incalza su richiesta del sostituto procuratore Antonella De Luca.

Tra gli indagati c'è anche don Saverio Calabrese, parroco di Monteparano e già cappellano del penitenziario di Taranto, sospeso con provvedimento d'urgenza dalla curia arcivescovile di Taranto e ora ai domiciliari. 

L'organizzazione, tutti di nazionalità romena, gestiva un traffico di ragazze dell'est Europa che venivano "piazzate" in strada, indotte alla prostituzione, e sottoposte a “protezione” dietro il pagamento di somme di denaro. 

L'inchiesta è partita nell'agosto 2017 lungo una strada provinciale che dall'Auchan porta a San Giorgio Ionico. Fermata dai poliziotti in abiti succinti, una delle ragazze costrette a prostituirsi ha raccontato di essere stata ceduta al sodalizio criminale tarantino da alcuni suoi connazionali che la sfruttavano a Foggia e che già otto mesi prima, nel capoluogo dauno, aveva denunciato il suo aguzzino per averle tolto i documenti e chiesto 1000 euro per restituirli. A Taranto le avrebbero sequestrato i documenti e dietro la minaccia di morte l'avrebbero costretta a consegnare 400 euro alla settimana per un posto letto e il pass per lavorare senza avere problemi.

Qui gli uomini della Questura di Taranto hanno scoperto che a controllarle fosse Nadia Radu o "Smeranda", 31enne residente a Faggiano. Era lei, secondo gli inquirenti, la "madame" che controllava il giro di squillo in via Alberto Sordi, ex provinciale 105. A gestire il business della prostituzione due presunti capi della organizzazione. Lo facevano con uno smartphone da un carcere francesce, dove erano ristretti per tratta di essere umani, al cui interno avevano girato e pubblicato sui social dei video.

Gli indagati sono quindici ma l'indagine potrebbe allargarsi, alcuni sono accusati di aver avviato alla prostituzione anche le loro mogli. Tra gli arrestati ci sono il 29enne Florin Tanese, il 37enne Costantin Taraivan, Alber Vasile di 19 anni, Ionut Doduianu di 20, Stefanel Maher Del Genio di 20, Ion Gabi Pirva di 31, Giuseppe Provvido di Supersano in provincia di Lecce. Oltre al parroco 68enne, ai domiciliari sono finiti anche Luca Durante di 75 anni, il 55enne Luca Zito e il sessantenne Marcello Mauriello.

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Sono diverse le condotte di induzione e sfruttamento della prostituzione attuate dal sodalizio in parola nonché da altri soggetti – comunque in contatto con i componenti dell’associazione – sia nei territori di Taranto e San Giorgio Jonico che in quelli di Foggia, Melegnano e Mornico al Serio, tra l’agosto 2017 ed il settembre 2018.

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