Tenta di far prostituire ragazzina in cambio di facili guadagni: condannato a un anno e sei mesi

Dura condanna del Tribunale di Foggia a un ventinovenne di Monte Sant’Angelo. Messaggi sul telefono con esplicita e diretta richiesta di sesso a pagamento

Immagine di repertorio

Ieri mattina il Collegio presieduto dalla dott.ssa Mancini della 1^ Sezione Penale del Tribunale di Foggia, a latere i giudici dott. Iacobellis e dott.ssa Luzzi, nel procedimento penale a carico di un ventinovenne residente a Monte Sant’Angelo, lo ha condannato a un anno e sei mesi per i reati di delitto tentato e prostituzione minorile volti ad indurre una minore di anni 11 a prostituirsi.

Questa la ricostruzione dell’avv. Pierpaolo Fischetti, legale della persona offesa: “La vicenda è di forte impatto emotivo e riguarda pratiche ormai non più rare di tentativi di forviare giovani ragazze – e in questo caso – bambine, sia nel cercarle di persuaderle alla prostituzione sia nel minacciarle con la prospettazione di mali futuri. La bambina in questione è Francesca (nome di fantasia, n.d.r.) i cui genitori di Manfredonia e Mattinata in una sera del mese di marzo 2013, su segnalazione della figlia, hanno letto alcuni messaggi sul suo telefonino il cui contenuto è a dir poco sconvolgente non solo per la crudezza ma soprattutto per l’esplicita e diretta richiesta di sesso a pagamento.

A ciò poi sono seguiti appostamenti da parte di tre giovani di Monte Sant’Angelo, due dei quali minorenni, ed oggi imputati dinanzi il Tribunale per i Minorenni di Bari, mentre il ventinovenne, la cui posizione è stata stralciata, è stato giudicato dal Tribunale ordinario di Foggia. Pronto, energico e risolutivo l’intervento dei carabinieri della stazione di Mattinata i quali non si sono risparmiati nel loro servizio, prodigandosi sempre per il bene di Francesca.

L’avv. Pierpaolo Fischetti esprime compiacimento: “Ad 11 anni una bambina deve preservare la propria integrità psico-fisica e pensare a sviluppare i propri sensi e sentimenti nell’armonia di una società civile e non ricevere da sconosciuti profferte a prostituirsi in cambio di guadagni facili. Ad 11 anni ci si accosta al proprio corpo con equilibrio e grazie e non di certo ad esaltare la propria femminilità a turpi mercimoni e squallide, immonde, allusioni degni di tuguri medioevali. Certo Francesca oggi è ancora in cura psichiatrica per le devastazioni che ha subito ma debbo ringraziare di cuore l’Arma dei Carabinieri territoriale che non ha sottovalutato questo grido di allarme ed anzi ha posto in essere ogni accorgimento volto alla tutela del minore e dei suoi familiari. Invero di questi tempi dove i bambini improvvisamente si trovano scaraventati dal sesto piano delle proprie abitazioni o le ragazze sono bruciate vive perché pur chiedendo aiuto nessuno ha posto ascolto alle loro istanze, vi è almeno il rallegramento che tale vicenda è finita nel migliore dei modi con la giusta condanna verso chi del sesso nutre insane perversioni e infami scopi”

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