Manfredonia: interventi di bonifica hanno diminuito patologie mortali

Progetto Sentieri, correlazione inquinamento/malattie: nella città sipontina si registra un numero inferiore di vittime rispetto alla media regionale

Da alcuni rilievi realizzati tra il 1995 e il 2002, è emerso che chi vive a stretto contatto con un sito inquinato è maggiormente soggetto a patologie mortali.

Risultato comprovato dal Progetto Sentieri, ovvero lo Studio Epidemiologico Nazionale Territori e Insediamenti Esposti a Rischi da Inquinamento, coordinato dall’Istituto Superiore della Sanità in collaborazione con il Centro Europeo Ambiente e Salute dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale del Lazio, il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa e l’Università di Roma La Sapienza.

Secondo Marco Martuzzi, del centro Europeo per la Salute e l’Ambiente dell’Oms, unica nota positiva, il fatto che esistono alcuni siti dove invece si registra un numero inferiore di vittime rispetto alla media regionale. È il caso, ad esempio, di Sesto San Giovanni o di Manfredonia, dove, molto probabilmente, gli interventi di bonifica sarebbero stati condotti in modo più corretto e di conseguenza avrebbero dato risultati positivi.

"In alcuni casi - spiega Pietro Comba, epidemiologo dell'Iss - come quello di Manfredonia, abbiamo visto che nonostante negli anni '70 ci sia stata unaforte contaminazione da arsenico, che fa si' che questo sito sia fra quelli monitorati, la mortalità sia risultata minore, per effetto della bonifica".

Manfredonia resta comunque uno dei 44 siti a rischio.

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