"Togliere un solo soldato all'esercito della delinquenza è un successo"

Il presidente nazionale dell'Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia, Gaetano Ruocco, annuncia l'apertura di una sezione a San Severo. Si fa inoltre promotore del premio Legalità Vincenzo Di Gennaro per le scuole

C’erano i vertici dell’Ansi, l'Associazione Nazionale Sottufficiali d’Italia, quest’oggi in Corte d’Assise a Foggia, per il processo a carico di Giuseppe Papantuono, condannato all’ergastolo per l’omicidio del maresciallo Vincenzo Di Gennaro, avvenuto due anni fa, a Cagnano Varano. “Siamo qui perché lo Stato c’è, ed è presente anche la nostra associazione come presidio di legalità”, spiega il presidente nazionale Ansi, Gaetano Ruocco, presente in aula insieme al presidente provinciale Francesco Paolo Iudice.

“Ho avuto il privilegio di conoscere il maresciallo Di Gennaro”, ricorda Ruocco. “E sin da subito abbiamo promesso all’allora premier Conte che ci saremmo impegnati sul territorio. Per questo, abbiamo formato una sezione nel territorio di San Severo, attraverso la quale combattiamo il disagio giovanile e la criminalità operando direttamente nel tessuto sociale”.

"Ringraziamo il sindaco di San Severo, Francesco Miglio, per aver individuato i locali idonei ad ospitare la neonata sezione", aggiunge il presidente provinciale Iudice. L’Ansi, parte civile nel procedimento, con il legale Giovanni Diego La Torre, si fa’ inoltre promotrice del premio alla Legalità ‘Vincenzo Di Gennaro’ per le scuole: “Lo sosterremo grazie ai proventi di parte civile e il compenso dell’avvocato La Torre”, spiega Ruocco. L’obiettivo? "Far germogliare il seme della legalità tra i giovani. Togliere anche un solo soldato all’esercito della delinquenza è un successo”.

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