Domenica, 21 Luglio 2024
Cronaca Torremaggiore

Strage di Torremaggiore: acquisiti gli atti d'indagine di due carabinieri e di un collega del Ris

Taulant Malaj, panettiere albanese di 43 anni, residente a Torremaggiore, è accusato di duplice omicidio volontario e tentato omicidio pluriaggravati, per aver ucciso a coltellate la figlia 16enne Jessica e il 51enne Massimo De Santis, e di aver ferito gravemente la moglie Tefta

Si assottiglia la lista dei testi indicati dalla Procura (pm Sabrina Cicala e sostituto procuratore Antonio Laronga), nell'ambito del processo a carico del panettiere albanese di 43 anni Taulant Malaj, residente a Torremaggiore, accusato di duplice omicidio volontario e tentato omicidio pluriaggravati.

L’uomo, presente in aula col difensore Michele Maiellaro (che ha sostituito in udienza anche il collega Giacomo Lattanzio), è accusato di aver ucciso a coltellate il 51enne Massimo De Santis, ritenuto l'amante di sua moglie Tefta, e la figlia Jessica, di soli 16 anni, intervenuta in difesa della madre, gravemente ferita ma sopravvissuta alla mattanza. Il fatto risale alla notte tra il 6 e il 7 maggio dello scorso anno. 

Il processo è in corso in Corte d’Assise, a Foggia, e procede spedito: questa mattina, infatti, la pubblica accusa ha chiesto di acquisire le relazioni e atti d’indagine redatti da tre militari (i primi carabinieri intervenuti sul posto e un collega del Ris), convocati in aula come testi, rispetto alla scena del duplice delitto e a rilievi tecnici e biologici eseguiti sui corpi delle vittime.

Richiesta alla quale non c’è stata opposizione né da parte della difesa, né dai patroni di parte civile, con conseguente rinuncia all’ascolto. Il processo proseguirà a fine giugno: si tratterà di una ‘udienza - ponte’, con 8 testi in lista, che traghetterà il processo verso il cuore del procedimento, ovvero la deposizione della sopravvissuta Tefta, moglie dell’imputato e madre della giovane vittima, costituitasi parte civile con l’avvocato Roberto De Rossi, in proprio e in qualità di esercente la potestà genitoriale sul figlio di 5 anni, che assistette alla violenza.

Nella scorsa udienza, lo ricordiamo, erano stati già acquisiti i "filmati dell'orrore", due video per complessivi 15 minuti, che mostravano sia i momenti della mattanza, ripresa dalle telecamere nell'appartamento della coppia, che quelli immediatamente successivi. Immagini crude e senza filtri, ritenute però fondamentali per ricostruire la dinamica della strage familiare.

LA VICENDA | Il fatto risale al 7 maggio scorso ed ha sconvolto l’intera Provincia di Foggia. Ad armare la mano dell’uomo sarebbe stata la gelosia: il primo a cadere sotto i colpi dei fendenti è stato il 51enne Massimo De Santis, commerciante incensurato del posto. L’uomo, che abita nella stessa palazzina della famiglia, è stato colpito nell’androne del palazzo con numerose coltellate in varie parti del corpo, tra cui la gola, ed è morto dissanguato.

A quel punto, l’uomo avrebbe raggiunto la moglie in casa colpendo anche lei ripetutamente con diverse coltellate, ma, in difesa della donna, sarebbe intervenuta la figlia della coppia, Jessica - studentessa di appena 16 anni - anche lei colpita più volte con il coltello dal padre; le ferite ne hanno causato la morte durante il trasporto in ospedale. A tutta la drammatica scena ha assistito il figlio minore della coppia, di soli 5 anni, tuttora sotto shock.

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