Non accetta la fine del matrimonio, perseguita e minaccia l'ex marito: "Ti ammazzo!". Poi aggredisce anche la suocera

Prosegue a ritmi serrati il processo penale pendente dinanzi al Tribunale di Foggia in composizione monocratica a carico della donna imputata di maltrattamenti, atti persecutori e lesioni personali aggravate

Immagine di repertorio

Non accetta la volontà del marito di separarsi, aggredisce, minaccia e perseguita l’uomo. Sulla vicenda, avvenuta nel Comune di Apricena, prosegue a ritmi serrati il processo penale pendente dinanzi al Tribunale di Foggia in composizione monocratica a carico della donna imputata di maltrattamenti, atti persecutori e lesioni personali aggravate ai danni dell’ex marito e dell’ex suocera.

La vicenda nasce in seguito alle diverse denunce sporte dall’ex marito (difeso dall’avv. Guido de Rossi) e dalla madre di quest’ultimo (difesa dall’avv. Roberto de Rossi), in ordine alle varie condotte criminose poste in essere dalla donna per oltre un anno, precisamente dal febbraio 2018 al giugno 2019. Secondo l’ipotesi d’accusa, in particolare, quando l’uomo ha comunicato all’ex moglie la volontà di separarsi per varie incomprensioni e, soprattutto, per i disturbi alimentari e dell’adattamento da cui era affetta la donna, quest’ultima, con reiterate manifestazioni di aggressività fisica e verbale, ha aggredito in svariate occasioni il malcapitato, colpendolo con schiaffi e calci, minacciandolo espressamente che lo avrebbe ammazzato, anche alla presenza dei due figli minori.

Tali comportamenti hanno indotto l’uomo a trasferirsi a casa della madre, e tale comportamento ha indispettito ulteriormente l’imputata, che prima ha perseguitato l’ex marito con appostamenti vari, andando a bussare diverse volte alla porta dell’abitazione dove si era trasferito ed inviandogli numerosissimi messaggi implorandolo di tornare insieme; poi è passata alla via dei fatti, aggredendo fisicamente l’uomo lo scorso 8 giugno con diversi schiaffi alla nuca e con graffi all’avambraccio sinistro, procurandogli in tal modo abrasioni. In un’occasione, poi, la donna ha addirittura aggredito l’ex suocera, facendole sbattere violentemente la testa contro una parete e procurandole un trauma cranico non commotivo, sempre al fine di molestare e minacciare l’ex marito.

Il Pubblico Ministero, pertanto, ha richiesto al G.I.P. l’emissione del decreto di giudizio immediato, disposto dal G.I.P. lo scorso 16 settembre. L’imputata, difesa dall’avv. Antonio Capone, si trova ora ristretta agli arresti domiciliari a Spoleto presso una comunità terapeutica. Alla prossima udienza dibattimentale, prevista per il 10 gennaio 2020, il Giudice ha disposto, oltre all’escussione di tre testi d’accusa, anche il conferimento di un incarico peritale, al fine di vagliare la capacità di intendere e di volere dell’imputata e la sua pericolosità sociale. La sentenza è attesa per marzo 2020.

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