Cronaca

Donato morto a 26 anni, dopo la rissa in discoteca: in aula la discussione della difesa, a luglio è attesa la sentenza

 Alla sbarra, Michele Verderosa e Francesco Stallone, i due foggiani di 28 anni accusati di omicidio volontario aggravato. I pm hanno chiesto per loro una condanna a 30 anni, mentre i difensori hanno chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste

Si avvicina al verdetto il processo per la morte di Donato Monopoli, il cerignolano di 26 anni deceduto dopo sette mesi di coma, in seguito a una rissa scoppiata in discoteca.

Questo pomeriggio, si è tenuta la discussione dei difensori. Alla sbarra, Michele Verderosa e Francesco Stallone, i due foggiani di 28 anni accusati di omicidio volontario aggravato. Lo scorso 23 aprile avevano ottenuto il rito abbreviato - che garantisce loro lo sconto di un terzo della pena - in quanto la condotta lesiva presa in esame è avvenuta prima dell'entrata in vigore della legge che nega il rito abbreviato per i reati punibili con l'ergastolo. 

I difensori dei due imputati hanno chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste. La requisitoria dei Pm, invece, fonda sull'omicidio volontario aggravato dai futili motivi; 30 anni di reclusione la richiesta formulata. Al termine della discussione, l'udienza è stata rinviata al 9 luglio per le repliche e la lettura del dispositivo. 

Il fatto, lo ricordiamo, avvenne nell'ottobre del 2018, in una discoteca alla periferia di Foggia. Monopoli, intervenuto come 'paciere' per difendere un amico coinvolto in una rissa nata dal nulla, incassò i colpi fatali. Portato d'urgenza al Policlinico Riuniti, fu poi trasferito all'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, dove morì sette mesi dopo. 

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