A Vieste c'era il racket ma non la mafia: il boss Raduano condannato a 7 anni (tre imputati assassinati)

I giudici della seconda sezione penale della Corte di Cassazione si sono espressi alcuni giorni fa, rigettando il ricorso della Procura generale che chiedeva il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso

Marco Raduano a sinistra

Condannato in via definitiva, per estorsione e ricettazione, nell’ambito del processo ‘Medioevo’, il 35enne viestano Marco Raduano, ex luogotenente del boss Angelo Notarangelo e oggi punto di riferimento per una frangia della criminalità organizzata locale.

I giudici della seconda sezione penale della Corte di Cassazione si sono espressi alcuni giorni fa, confermando il giudizio della Corte d’Appello di Bari espresso nel maggio 2017, rigettando il ricorso della Procura generale che chiedeva il riconoscimento dell’aggravante del metodo mafioso. Oltre 13 anni di reclusione, nel complesso, le condanne definitive per gli imputati: 7 anni e 1 mese di reclusione per Marco Raduano (già detenuto dal 4 agosto dello scorso anno, arrestato dai carabinieri all’esito di una inchiesta della DDA in materia di traffico di stupefacenti) per estorsione e ricettazione di un carrello e 4 anni per concorso in un tentativo di estorsione per Domenico Colangelo, di 41 anni.

Ancora, 2 anni e 6 mesi per un tentativo di estorsione a carico di Giuseppe Germinelli per un tentativo di estorsione; 1 mese per concorso nella ricettazione di un carrello per il 29enne Liberantonio Azzarone. Altri tre imputati sono stati, nel frattempo, assassinati nel corso della guerra di mafia che sta insanguinando il Gargano. Si tratta di Angelo Notarangelo (per lui, condanna a 11 anni di reclusione, in primo grado per estorsione con l’esclusione dell’aggravante della mafiosità), suo cugino Giambattista Notarangelo (in secondo grado condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione per estorsione con l’aggravante della mafiosità) e Giampiero Vescera, cognato di Raduano (in primo grado assolto dall’accusa di concorso nella ricettazione di un carrello). Confermati i risarcimenti che alcuni imputati dovranno versare rispettivamente all’Associazione Antiracket di Vieste, alla Federazione Antiracket Italiana al Comune di Vieste e alle vittime costituitesi parte civile nel processo.

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