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Martedì, 17 Maggio 2022

Ris ricostruiscono la morte di Positano: il caporal maggiore è morto schiacciato dal 'Bufalo'

Prosegue il processo Positano, il giovane militare foggiano che perse la vita in Afghanistan, lungo la strada tra Shindad ed Herat in circostanze poco chiare

Si sono tenute al tribunale di Roma, il 13 e il 14 aprile, le ultime udienze del processo che dovrà fare luce sulla morte del caporal maggiore foggiano Francesco Saverio Positano, morto in Afghanistan nel 2010. La versione fornita nell'imminenza dei fatti fu: "Morto in seguito ad una caduta dal mezzo militare Bufalo sul quale il militare era in piedi per via di una manovra, in seguito ad un malore".

Versione che non ha mai convinto tanto, men che meno i genitori di Francesco, la signora Rosa e il papà Luigi e i legali che li rappresentano, gli avvocati del Foro di Foggia Annarita Antonetti e Lucia Frazzano. Al microfono di Foggiatoday, l'avv. Frazzano spiega gli esiti delle ultime udienze: "Abbiamo ascoltato i Ris che hanno fornito una ricostruzione compatibile con quella che è stata da noi la tesi sostenuta, ossia che Francesco non sia morto per caduta ma per schiacciamento".

La tesi dei due legali di Positano ipotizzava un investimento accidentale durante una manovra del mezzo militare. Nei pressi dell'incidente, sulla strada tra Shindad ed Herat, c'era un piccolo ponticello che il 'Bufalo' doveva percorrere in retromarcia. Per questo Positano, dopo esser sceso dal mezzo, sarebbe stato investito per errore durante la manovra.  Con tutto ciò, la ricostruzione dei Ris smonterebbe in parte anche questa ipotesi. Infatti, secondo quanto riferito dai tecnici del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri, il caporal maggiore sarebbe rimasto incastrato tra la ruota anteriore destra e il braccio sminatore.

Dopo la manovra di retromarcia, verosimilmente, il mezzo avrebbe avuto un guasto proprio alla ruota anteriore destra. Positano sarebbe sceso dal mezzo per cercare di risolvere il problema, ma mentre stava effettuando la manutenzione alla ruota, il mezzo militare si sarebbe spento facendo abbassare la carrozzeria verso il suolo (avendo un sollevamento idraulico a motore acceso) che avrebbe intrappolato e schiacciato il cranio di Francesco Positano.  A conferma di questa ipotesi ci sarebbero diverse prove, tra cui dei segni sull'elmetto che indossava al momento dell'incidente, sulla tuta mimetica e sul mezzo stesso. Tutto riconducibile a quanto ipotizzato dai Ris.

Proseguirà il 20 p.v., il processo con l'ascolto dei testi.

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