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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Maxi processo alla mafia foggiana: associazione Panunzio dà battaglia e viene ammessa tra le parti civili

Al via oggi, davanti alla I Sezione Penale del Tribunale di Foggia (presidente Maria Rita Paola Mancini) il filone che interessa i 13 imputati che verranno giudicati con rito ordinario. L'udienza è stata rinviata al prossimo gennaio. Associazione Panunzio ammessa tra le parti civili

Prima udienza dibattimentale del processo ‘Decima bis’ alla mafia foggiana. Al via oggi, davanti alla I Sezione Penale del Tribunale di Foggia (presidente Maria Rita Paola Mancini) il filone che interessa i 13 imputati che verranno giudicati con rito ordinario. Di questi, alcuni erano presenti in aula, altri erano collegati da remoto dalle case circondariali di Rovigo, Roma, Palermo, Voghera e Catanzaro.

Nel corso dell'udienza sono state affrontate le questioni preliminari. In particolar modo, il 'nodo' legato alla ri-proposizione della costituzione di parte civile dell'associazione anti-mafia 'Giovanni Panunzio' (istanza rigettata nel procedimento in corso dinanzi al Gup di Bari). Le ragioni esposte dall'avvocato Mario Aiezza, racchiuse in un corposo fascicolo messo agli atti, sono state favorevolmente accolte.

L'associazione 'Panunzio' dunque si aggiunge, ufficialmente, alle altre parti civili - Regione Puglia, Comune e Provincia di Foggia, Confindustria Foggia, l'associazione 'Libera', l'associazione antiracket 'Fai', la Fondazione antiusura 'Buon Samaritano', Camera di Commercio, Sos Impresa, nonchè quelle di due imprenditori foggiani, tra le parti 26 parti offese individuate nel corso delle indagini - già ammesse in precedenza.

L'altra questione, di carattere strettamente tecnico, era legata all'ammissibilità della nomina dell'avvocato di fiducia per uno degIi imputati, attualmente latitante. L'udienza è stata quindi aggiornata al prossimo gennaio. Il maxi-processo, lo ricordiamo, vede imputati, nel complesso, 43 soggetti (il 44esimo è deceduto la scorsa estate) ritenuti gregari o affiliati ai clan mafiosi foggiani. I soggetti sono accusati, a vario titolo, di reati che vanno dall'estorsione all'usura, in alcuni casi gravati dal metodo mafioso.

Soddisfatto il legale Aiezza, che sui social commenta: "Ristabilita una indubbia verità processuale, l’Associazione Giovanni Panunzio è saldamente radicata e presente nel territorio foggiano, al fianco ed a tutela delle vittime della criminalità organizzata, e pertanto persona danneggiata in tali processi. Superata, così, l'ordinanza con la quale l’allora Gup di Bari aveva escluso l’associazione. Segno evidente, quello, di come la scarsa conoscenza del territorio e degli attori che lo animano possa poi produrre decisioni scollegate dalla realtà. Anche questo, dunque, è uno dei motivi per i quali l’istituzione della Corte d’Appello a Foggia, e conseguentemente della DDA, consentirebbe un maggior radicamento nel territorio di coloro i quali si trovano poi a decidere in relazioni a tali fatti".

Aggiornato alle 14.55 con commento avvocato

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