Cronaca

44 criminali alla sbarra, appello agli imprenditori estorti e minacciati che non si sono costituiti parte civile: "Mettete la criminalità spalle al muro"

Il monito dell'ing. Pippo Cavaliere agli imprenditori di Foggia vittime di estorsione. Il 16 settembre l'udienza preliminare di Decima Azione Bis

Pippo Cavaliere non ha dubbi. L’udienza preliminare fissata per il 16 settembre circa la richiesta di rinvio a giudizio dei 44 imputati nell’inchiesta ‘Decima Azione bis’, è una prima occasione per dare un segnale di netta discontinuità e di inversione di tendenza, “rompendo la morsa di paura, di interessi e di connivenze che hanno consentito alla criminalità organizzata di acquisire potere in città e certezza di impunità”.

Per l’ex consigliere comunale e candidato sindaco del centrosinistra “sbaglieremmo in modo grave, tuttavia, se pensassimo che basti lasciar fare tutto allo Stato. Il monito e l'allarme riguardano la città nel suo insieme, a partire dalla classe dirigente non solo politica”.

Rappresentando l’udienza preliminare il momento in cui sono ammesse le costituzioni di parte civile, l’ing. Cavaliere si rivolge ad alcune delle 26 parti offese, tra cui anche noti imprenditori di Foggia, che non lo hanno ancora fatto. “Dando per scontata la presenza degli enti e delle istituzioni legittimate a costituirsi, già preannunciata dalla Fondazione Antiusura Buon Samaritano per quanto riguarda il reato di usura, sarebbe un segnale di svolta se si costituissero anche le parti offese, gli imprenditori estorti e minacciati. Probabilmente una singola costituzione potrebbe esporre l'interessato al rischio di ritorsioni, ma se lo facessero in tanti, se non si trattasse di un gesto isolato, la criminalità sarebbe messa spalle al muro e non ci sarebbero rappresaglie come dimostra la storia di tutti i processi del genere celebrati in Italia”

E ancora, sottolinea l’ex amministratore, “Libero Grassi e Giovanni Panunzio furono uccisi non perché si fossero ribellati al racket, ma perché furono i soli a farlo". Da qui l’appello agli imprenditore per “riaffermare con generosità la propria appartenenza alla comunità che ha dato loro, dopo anni di duro lavoro e di tanti sacrifici, successo e prosperità”

Perché – conclude Cavaliere - solo il senso e l'orgoglio di comunità possono accompagnare utilmente l'azione dello Stato e trionfare sul rapace egoismo di clan tipico della cultura mafiosa, consentendo così alla città di rialzare la testa”.

 

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