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Quadruplice omicidio di San Marco in Lamis, l'avv. Treggiari: "Nessuna prova certa che Caterino abbia partecipato all'agguato"

Il processo volge al termine, ma per la difesa non ci sono prove. Programmata al 30 novembre la discussione prima della sentenza

 

"A carico di Caterino ci sono tante ricostruzioni che collocherebbero il mio assistito nei luoghi della strage, ma non c'è un solo fotogramma che prova che fosse in quell'auto quel giorno o nei giorni precedenti". Queste le precisazioni dell'avvocato Giulio Treggiari, legale di Giovanni Caterino, al momento unico imputato per la strage alla vecchia stazione di di San Marco in Lamis del 9 agosto 2017. "Le analisi tecniche che abbiamo fatto svolgere noi e che abbiamo portato a dibattimento ci dicono che la presenza di Caterino è assolutamente ipotetica e che queste indagini fatte dall'accusa hanno delle notevoli incongurenze".

In sede di discussione i legali di Caterino punteranno sul fatto che al momento non sarebbe stata raggiunta una prova certa, "al di là di ogni ragionevole dubbio" della partecipazione all'agguato di Caterino, "incensurato, non ha carichi pendenti". La ragione, "unica" per il quale Caterino verrebbe collocato al clan Libergolis, "è il contenuto di alcune intercettazioni telefoniche e ambientali in cui lui ne parla descrivendolo in una certa materia"

Si tornerà in aula il 30 novembre, quando ci sarà la discussione del pm e della difesa, per poi arrivare alla sentenza di primo grado prima della fine dell'anno.

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