Poco Caritas, fa discutere la nuova gestione: tagli e dinieghi ai poveri bisognosi

A rischio la casa Monsignor Farina e l’accoglienza di 25 migranti. Problemi di bilancio? “Assolutamente falso”, i conti sono in ordine fanno sapere dalle parti di San Pio X, dove don Francesco Catalano ora è parroco

Immagine d'archivio

Gli SOS rimbalzano su WhatsApp già da parecchi giorni. E quella che prima sembrava un balloon d'essai si starebbe rivelando una triste realtà: falciata dopo falciata, le iniziative caritatevoli messe in campo sino ad oggi dalla Caritas Diocesana di Foggia paiono destinate a scomparire. L'allarme è già stato lanciato da una testata locale. E, a ben guardare, i timori avrebbero più di un fondamento. La nuova gestione firmata Rocco Scotellaro starebbero tagliando, tagliando e ancora tagliando quanto negli anni fatto di buono da Don a Francesco Catalano.

Entro il 31 dicembre pare calerà il sipario sulla Casa Monsignor Farina, una realtà importante, che ha dato famiglia a dieci bambini non accompagnati ed un tetto a padri separati, che sempre più non riescono ad arrivare a fine mese, annoverabili ormai tra i senza tetto. Che fine faranno? E perché si vuol chiudere? Sipario anche per l'accoglienza di 25 migranti su Via Napoli e su altre iniziative strutturali che stavano dando buoni frutti e speranza a numerosi concittadini bisognosi, in una città alle prese con una crisi che morde e con un welfare istituzionale meramente assistenziale. "Problemi di bilancio? In buona sostanza Don Francesco Catalano non avrebbe lasciato i conti in ordine. "Assolutamente falso" dicono dalle parti di San Pio X, dove don Francesco ora è parroco. E, ad ogni modo, i volontari e i cittadini non ci stanno. Si legge sulle messaggerie WhatsApp, con l'appello a far girare:

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"Ho saputo che tre persone molto malate e disagiate che hanno sempre ricevuto supporto dalla Caritas di don Francesco Catalano, sono state respinte in modo sprezzante e vergognoso. Il signor L.V. malato di una forma grave di diabete, in forte stato di  indigenza, si è visto respingere una richiesta di aiuto per pagare una bolletta Enel. Ha dovuto farsi conservare l' insulina nel frigo di una farmacia compiacente, vive senza corrente né assistenza.  La signora M.P., gravemente malata e invalida con una pensione minima di circa 260 euro mensili, si è vista offrire un buono pasto settimanale di 20 euro a fronte dei 50 che era abituata a ricevere .Non riesce neppure a provvedere a se stessa e vive in una casa diroccata. Il signor P.C. malato, senza famiglia e reddito insufficiente ,fino ad ora ospitato nella casa famiglia Mons. Farina, si è visto sfrattato. Dormirà in strada se non si trova una soluzione. Molti altri casi simili sarebbero da raccontare. Possibile che non esista un briciolo di pietà per queste persone sig. Vescovo ? Possibile non esista un briciolo di risorsa economica per far fronte a questi casi ? Nessun buco di bilancio, anche vi fosse, e non vi è, giustifica questi comportamenti vergognosi per una Chiesa che riceve per ridistribuire ai bisognosi. Il popolo di Foggia dovrebbe rifiutarsi in blocco di dare il contributo 8 x mille a simile Chiesa Cattolica. Questa Chiesa, questa Curia, Questa Caritas non è quella di Papa Francesco e non la accettiamo". A rischio anche il futuro di alcune ragazzi madri, che avrebbero portato a termine le loro gravidanze contando sull'aiuto della Caritas, alcune delle quali sono già tornate in strada a prostituirsi. Tutto questo alla vigilia del 19 novembre, giornata mondiale dei poveri, istituita da Papà Francesco.

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