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'Strage di San Marco', è cominciato il processo a Caterino ("il basista" della mattanza): costituite 18 parti civili

La prossima udienza è fissata al 30 settembre, quando verranno ascoltati gli ultimi tre testi indicati dal pm e si prenderà visione del lavoro svolto dal consulente nominato dal Tribunale per le trascrizioni delle intercettazioni.

Sono 15 le parti civili (tra cui anche alcuni familiari di Romito e De Palma) costituitesi questa mattina, nel processo che verrà celebrato in Corte d’Assise di Foggia, a carico di Giovanni Caterino, presunto basista della strage di San Marco in Lamis. A loro si aggiungono, tra le parti offese, gli enti Regione Puglia e Comune di San Marco in Lamis, e l’associazione ‘Libera’. L’udienza si è conclusa poco fa, dopo un primo rinvio di un oltre un mese, a causa di un difetto di notifica per uno dei due difensori dell’imputato.

Caterino, lo ricordiamo, è accusato di essere il ‘basista’ della strage del 9 agosto di due anni fa, quando tra le campagne tra Apricena e San Marco il Lamis, furono assassinati il boss di Manfredonia Mario Luciano Romito e il cognato e autista Matteo De Palma. In quella stessa circostanza, vennero uccisi anche i fratelli Luigi e Aurelio Luciani, agricoltori della zona, vittime innocenti di quella mattanza.

Nel corso dell’udienza, inoltre, è stato conferito l’incarico per le trascrizioni delle intercettazioni indicate dal pubblico ministero. La prossima udienza è fissata al 30 settembre, quando verranno ascoltati gli ultimi tre testi indicati dal pm e si prenderà visione del lavoro svolto dal consulente nominato dal Tribunale per le trascrizioni delle intercettazioni.

Quella che ha portato all’arresto di Giovanni Caterino, lo ricordiamo, fu una indagine tecnica, molto sofisticata, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari, basata essenzialmente su captazioni ambientali e telefoniche, oltre che sui dai dei tracciati gps che collocherebbero l’auto dell’imputato sul luogo della strage nei momenti che precedettero l’azione di fuoco.

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