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Le campagne della Capitanata

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Premio “Jerry Masslo”: vince il video girato con un telefonino in Capitanata

I vincitori sono i fratelli Adam e Jean Yameogo che hanno girato un documentario dal titolo "Lo sfruttamento degli immigrati in Puglia. Caporalato e raccolta dei pomodori"

Grande soddisfazione è stata espressa dalla segreteria territoriale della Flai di Capitanata, dall’associazione Libera di San Severo e dall’Art Village Asl Fg per l’assegnazione del premio promosso dalla Flai Cgil nazionale - dedicato alla memoria di Jerry Masslo - al video girato nella campagne della Daunia dai fratelli Adam e Jean Yameogo, nativi del Burkina Faso.

Vario e nutrito il programma della tre giorni di iniziative svoltesi a Villa Literno, il comune del casertano dove il lavoratore sudafricano fu ucciso da una banda di criminali.

A consegnare il premio agli autori del miglior video, dal titolo "Lo sfruttamento degli immigrati in Puglia. Caporalato e raccolta dei pomodori", sono stati Stefania Crogi, segretario generale della Flai Cgil, e Thenjiwe Mtintso, ambasciatore plenipotenziario del Sudafrica.

Il documentario, ha spiegato la giuria, "merita il riconoscimento non solo perché racconta le terribili condizioni di vita e di lavoro degli immigrati africani nel foggiano, ma perché le rappresenta dall'interno, mostrando aspetti del loro lavoro che difficilmente avrebbero potuto essere ripresi da un occhio esterno".

Il video, girato con un telefonino e della durata di 18 minuti, è stato prodotto grazie all’impegno dei volontari dell’Art Village di San Severo, il centro di accoglienza allestito dalla Asl di Foggia in collaborazione con numerose associazioni ed enti, con il sostegno della Flai di Capitanata e l’associazione Libera – Contro le Mafie del centro dell’Alto Tavoliere.

IL VIDEO VINCITORE: CLICCA QUI

“E’ importante che questo atto di denuncia e questa voglia di narrare le condizioni di vita e di sfruttamento – sottolineano Flai, Libera e Art Village – sia partito proprio da due lavoratori migranti. Serve una forte azione di controllo e di repressione delle forze dell’ordine e di tutti gli enti preposti, ma anche il loro protagonismo e la loro voglia di ribellarsi a questa condizione di subalternità a datori di lavoro senza scrupoli è importante per scuotere le coscienze e richiamare la dovuta attenzione dell’opinione pubblica. Lavoro regolare significa rispetto delle regole, significa legalità, quindi maggior ricchezza per i lavoratori e il territorio, anche garanzia di qualità delle produzioni. Argomenti che riguardano tutti e non solo i migranti sfruttati”.

Per questa ragione Flai, Libera e Art Village, in accordo con Adam e Jean Yameogo, hanno deciso di mettere a disposizione il video di quanti volessero proiettarlo: tv locali, scuole, circoli culturali e politici, associazioni.

 

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