Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca Manfredonia

Postazione del 118 da incubo, la Asl di Foggia corre ai ripari dopo i solleciti degli operatori sanitari: "Cerchiamo un immobile a Manfredonia"

La Asl di Foggia ha infatti avviato un avviso per manifestazione di interesse finalizzato alla ricerca di un piano terra per una superficie non inferiore ai 70 metri con due servizi igienici dotati di docce e la possibilità di eseguire eventuali tramezzature in base alle esigenze funzionali, oltre ad un’area finestrata adeguata alla superficie per un minimo di quattro ambienti distinti

Per cinque infermieri, cinque autisti e cinque soccorritori della postazione della Asl di Foggia del 118 di Manfredonia, le intenzioni dell'azienda sanitaria locale sono confortanti. Costretti a lavorare in un ambiente angusto e vetusto, schiacciati dall'emergenza caldo in estate e dall'emergenza freddo nei mesi invernali, a distanza di otto mesi dal sollecito effettuato ai direttori generale e sanitario della Asl di Foggia, qualcosa sembra muoversi.

La Asl di Foggia ha infatti avviato un avviso per manifestazione di interesse finalizzato alla ricerca di un piano terra per una superficie non inferiore ai 70 metri con due servizi igienici dotati di docce e la possibilità di eseguire eventuali tramezzature in base alle esigenze funzionali, oltre ad un’area finestrata adeguata alla superficie per un minimo di quattro ambienti distinti. 

L'immobile dovrà essere dotato di autonomia funzionale e accessi indipendenti e avere un parcheggio adeguato con accesso esclusivo per l’autoambulanza. Entro le 12 del 20 settembre i partecipanti dovranno far pervenire l’offerta all’ufficio del protocollo della Asl di Foggia di via Michele Protano tramite posta o a mano, in busta chiusa con la dicitura: “Manifestazione di interesse finalizzata alla ricerca di locali da adibire a Postazione 118 nel comune di Manfredonia”

L'avviso della Asl di Foggia

Se la ricerca dei locali andrà a buon fine, i quindici sanitari lasceranno la stanza di appena 25 mq adiacente al pronto soccorso, per nulla adeguata, meno che mai in tempi di Covid.

Letteralmente accampati, per appoggiare gli effetti personali avrebbero chiesto finanche delle sedie in prestito, portato un tavolino e dei fornelli. Sarebbe stata organizzata anche una colletta interna per l’acquisto di una stufa alogena, indispensabile per fronteggiare le basse temperature invernali.

Un nuovo immobile, adeguato alle esigenze del personale, consentirebbe l'acquisto e il posizionamento degli armadietti, richiesti ma mai arrivati. La stanza in uso ai sanitari sarebbe troppo piccola per contenerli. Basti pensare che non c’è spazio nemmeno per un frigorifero e che questa estate ci si è attrezzati con ghiaccio e cool box come al mare.

E non sarebbe tutto: il condizionatore talvolta fa i capricci e non c’è un sistema di areazione. Sul pavimento ci sarebbe anche un buco, nel frattempo rattoppato alla meno peggio. Ci si cambia nella stanza dei farmaci, di diritto alla privacy neanche l’ombra. Nei bagni giacciono casalinghi e biancheria sporca. 

Il 20 settembre potrebbe essere il giorno della svolta. 

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