Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Manfredonia

Borgo Mezzanone, dove finisce la dignità umana e inizia l'orrore: dentro la 'pista', nel cuore dell'illegalità e del malaffare

'Today' dentro la 'pista' di Borgo Mezzanone. Sfruttati dai caporali, raccolgono la verdura che troviamo nei nostri piatti. "Non basta demolire le baracche" spiega Ludovico Vaccaro a capo della Procura di Foggia. Il reportage

Mustafà ha 23 anni, arriva dalla Nigeria. Lavora nei campi per 12 ore al giorno per 4 euro allora. Poi c’è Bubacar, 26 anni. È senegalese e parla 4 lingue. Lamine arriva dal Ghana, non parla. Ha gli occhi persi. È arrivato in Italia su un barcone che si è rovesciato. È stato salvato alla deriva nel mar Mediterraneo. Inizia così, con le storie dei nuovi schiavi, il reportage alla ‘pista’ di Andrea Ponzano, per ‘Today’.

Qui il reportage

La chiamano tutti così, la pista, perché un tempo era un aeroporto della Nato. Oggi è il ghetto di Borgo Mezzanone a 12 chilometri da Foggia. La baraccopoli più grande della Capitanata. Ci vivono 1500 immigrati, anche 5mila nei mesi di raccolta del pomodoro. Vivono tra le lamiere, raccolgono la verdura che giunge sulle nostre tavole.

Ludovico Vaccaro, Procuratore capo di Foggia racconta la sua battaglia contro lo sfruttamento dei migranti. Oggi la nuova normativa consente di colpire non solo il caporale cioè l’intermediario tra lavoratore e datore di lavoro ma anche le aziende che assumono i migranti in condizioni di sfruttamento attraverso "il controllo giudiziario delle aziende".

Un approccio virtuoso che non sequestra l’attività produttiva ma la riporta sul binario della legalità, obbligando ad assumere in regola gli stessi lavoratori che venivano sfruttati.

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