Trivellazioni Tremiti, Lonigro: “Politica scellerata del Governo Monti contro l’ambiente”

“La Regione Puglia, grazie alla politica energetica del governo Vendola, ha investito da anni sulle fonti energetiche alternative, l’eolico e il solare, producendo energia pulita

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

Il Ministro dell’Ambiente Clini ha autorizzato, alla vigilia di ferragosto, mentre la gente si godeva lo splendido mare pugliese, le prospezioni geosismiche della multinazionale Petroceltic, per l’eventuale successiva estrazione di idrocarburi al largo delle Isole Tremiti.

“Non è possibile – commenta il consigliere regionale Pino Lonigro - che questo Governo autorizzi tale scempio, senza un piano Energetico Nazionale e contro il parere della gente pugliese. Uno scempio nel mare antistante le Isole Tremiti, da sempre una perla e un vanto dell’intera umanità, oltre che di tutta la Puglia”.

“Mentre da un lato – continua – la politica nazionale ha tutelato le Isole Tremiti con l’istituzione del parco marino protetto, dall’altro consente di minare l’immenso patrimonio di bellezze naturali, dando la possibilità a gente senza scrupoli di minacciare, per i loro interessi, la distruzione di uno degli angoli più belli della terra. Le prospezioni autorizzate saranno realizzate con la tecnica dell’air-gun, pericolosissima, perché emette dalla superfice verso il fondale spari fortissimi e continui di aria compressa, ogni 5/10 minuti, provocando onde riflesse da cui ricavare dati sulla composizione del sottosuolo. Gli spari producono seri problemi all’intera fauna ittica, compromettendo ad esempio l’udito dei cetacei, che perdono il senso dell’orientamento. È quello che ha causato lo spiaggiamento dei capidogli nelle acque di Capoiale, qualche anno fa”.

“La Regione Puglia, grazie alla politica energetica del governo Vendola, ha investito da anni sulle fonti energetiche alternative, l’eolico e il solare, producendo energia pulita, ben più del suo fabbisogno e non intende certamente tornare indietro, contestando e respingendo la politica nazionale dello sfruttamento degli idrocarburi, a mio parere già superato e che tanto male hanno fatto in termini di disastri ambientali”.

“Questo Governo Nazionale non tiene conto del ‘NO’ dei Pugliesi, che si è tradotto in atti votati all’unanimità dall’intero Consiglio regionale nell’estate 2011, come la proposta di legge alle Camere, di cui sono il firmatario insieme ad altri colleghi di Sinistra Ecologia e Libertà,  per il divieto di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi nelle acque del mare Adriatico, prospicienti le Regioni Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Emilia–Romagna, Marche Abruzzo, Molise e Puglia. La Costituzione Italiana consente ai Consigli regionali, com’è noto, di avanzare proposte di legge, che spetta poi alle Camere trasformare in norme dello Stato”.

“Si tratta di un obiettivo fondamentale per la nostra Assemblea e per la Puglia del “No Petrolio”. È condizionato però dall’impegno di Deputati e Senatori. E i nostri Parlamentari pugliesi cosa fanno? Sono, ad oggi, con noi solo a parole ma non nei fatti.  Chi si batte insieme a noi, invece, senza se e senza ma, è la gente, che ha partecipato alle manifestazioni alle Tremiti, a Termoli e a Monopoli. Migliaia di cittadini che hanno protestato e ribadito il loro dissenso”.

Il Consiglio regionale ha inoltre approvato, ancora una volta all’unanimità, nella seduta di martedì 4 settembre, un ulteriore ordine del giorno col quale impegna il presidente Vendola, l’assessore Nicastro e tutto il governo regionale ad opporsi con ogni atto necessario alle autorizzazioni rilasciate per le prospezioni nel sottosuolo marino.

“Sono convinto che il presidente Vendola, da sempre molto attento alla salvaguardia della tutela del territorio, saprà farsi valere a livello nazionale per combattere contro chi vuole assassinare i nostri mari, il turismo, che è la nostra perla, la pesca e tutto ciò che ruota attorno alle nostre bellezze naturali. Con il sostegno di tutti – conclude Lonigro – possiamo e dobbiamo far cambiare idea a chi, in nome del business, ci vuole distruggere. Dobbiamo farlo, nel rispetto delle prossime generazioni. Possiamo e dobbiamo farcela”.

 

 

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