Comincia l’era Silvis. Il questore di Foggia: “Non faremo figli e figliastri con nessuno“

Obiettivo principale è garantire la sicurezza, reale e percepita, del territorio. Poi l'annuncio: "la squadra mobile sarà potenziata con l'arrivo di un terzo funzionario, la cui nomina verrà ufficializzata a giorni"

Il questore Piernicola Silvis

Da Oristano a Foggia. Per il questore Piernicola Silvis il nuovo anno inizia con un netto cambiamento: dalla prima città d’Italia per minore densità di criminalità alla maglia nera di tutte le classifiche della Penisola.

Un cambiamento che, in fondo, non ha scosso particolarmente il nuovo questore che proprio nel capoluogo dauno ha avuto i Natali, città che ha continuato a seguire a distanza, tra evoluzioni e involuzioni, senza mai perderla di vista.

“Mi è stata assegnata dal Ministero una sede prestigiosa – precisa in apertura del suo primo incontro con la stampa – pur consapevole delle tante probelmatiche che segnano un territorio vastissimo. Se è pur vero che la città presenta numerose criticità a livello delinquenziale, sociale e di illegalità diffusa, è pur vero che la città può contare sul lavoro di un’ottima questura, che esprime personalità e professionalità davvero elevate, sia a livello preventivo che investigativo”.

Pur essendosi insediato da soli due giorni, il questore Silvis sembra avere già ben chiaro il quadro della situazione: “come questore cercherò di fare quello che ho sempre fatto: comportarmi con equilibrio e con equità, gestire con il Prefetto Latella l’ordine pubblico e la sicurezza della città, cercando e promuovendo una collaborazione e un coordinamento proficuo con tutte le altre forze presenti e attive sul territorio”. Una delle priorità segnate in agenda dal neo questore Silvis è quindi l’aumento della sicurezza, reale e percepita.

Poi, per fugare ogni dubbio in merito al suo ritorno in città, precisa: “Tornare a lavorare nella mia città natale mi inorgoglisce e mi riempie di gioia,  ma non mi distrae da quelli che sono i miei obblighi e doveri istituzioni. Non faremo figli e figliastri con nessuno: si applica la legge, punto e basta”. Consapevole di affrontare una sfida importante, a livello personale e professionale, Silvis sa bene di dover gestire un territorio difficile: dopo Caserta e Casal di Principe, infatti, è il capoluogo dauno, con il suo circondario, la terza realtà attenzionata dal Servizio Centrale Operativo: “Chi mi ha preceduto, il questore Maiorino, ha saputo lavorare bene – spiega – spero di poter fare altrettanto”.

“In questi giorni sto studiando la situazione, ma sono convinto che le priorità fondamentali si concentrino tutte nel bisogno di attività preventiva: controlli costanti e capillari sono necessari, però in maniera “democratica” per evitare che l’eccesso di controllo criminalizzi o, al contrario, militarizzi il territorio. Altra priorità è lo sviluppo ulteriore dell’attività investigativa: "la squadra mobile di Foggia, già di elevata caratura investigativa, sarà potenziata con l’arrivo di un terzo funzionario, proveniente da una sede importante, la cui nomina verrà ufficializzata a giorni",  annuncia. "Tutto questo, però, non può essere portato avanti senza cercare il contatto con la collettività”.

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Il fronte è molto ampio e variegato: dalle rapine allo spaccio di stupefacenti, dalle criticità garganiche alla pratica delle estorsioni, senza dimenticare l’illegalità diffusa che ferisce quotidianamente il territorio. “Non sarà un compito facile – ammette senza riserve – ma ci proveremo: sotto il profilo investigativo e soprattutto sotto il profilo preventivo. Chiaramente le ‘bacchette magiche’ non le abbiamo e non ci appartengono. Siamo uomini e i miracoli non li possiamo. Però siamo anche professionisti e cercheremo di fare al meglio il nostro lavoro. Dopotutto, come ripeteva il giudice Falcone, le organizzazione criminali sono fatte da uomini, non sono delle icone, delle entità superiori: arrestati gli uomini, disarticolato il gruppo, l’organizzazione non esiste più. Ecco il nostro obiettivo”.

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