Pietramontecorvino ‘capitale’ dei piccoli comuni pugliesi

Lamarucciola coordinatore dei 40 paesi di Foggia e Bari con meno di 5mila abitanti Ecco le richieste dei centri minori al governo nazionale e alla Regione Puglia

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FoggiaToday

E’ stato affidato a Saverio Lamarucciola, sindaco di Pietramontecorvino, il nuovo coordinamento creato dall’Anci Puglia che mette insieme i 40 comuni delle province di Foggia e Bari con meno di 5mila abitanti. Il coordinamento che unisce i restanti 44 piccoli comuni del Salento, invece, è stato affidato ad Annalisa Stifani, sindaco di Palmariggi.

 

La nomina di Lamarucciola è stata decisa nell’ambito dell’incontro convocato per fare il punto sulla situazione dei centri minori pugliesi in vista della Conferenza Nazionale dei Piccoli Comuni che si terrà ad Arona, in Piemonte, il 6 e 7 luglio prossimi. Nell’ultimo incontro con l’Anci, il Governo ha annunciato un imminente decreto che sarà proposto nel prossimo Consiglio dei ministri e che prevede novità in materia di piccoli comuni e città metropolitane. I provvedimenti del governo devono rispondere alla esigenza di riorganizzazione istituzionale territoriale, chiarendo le funzioni degli enti intermedi, e risolvere le sovrapposizioni di competenze.

 

I Piccoli Comuni pugliesi, sulle gestioni associate, chiedono che l'accorpamento delle funzioni dei centri con meno di 5mila abitanti non deve essere obbligatorio ma avvenire in maniera volontaria e incentivata. Chiedono di essere sottratti dai vincoli del patto di stabilità e l’ordinamento differenziato, con norme e sostegno specifici. I Piccoli Comuni pugliesi chiedono il rifinanziamento dei fondi ad essi destinati (Fondo Nazionale Ordinario investimenti), per consentire investimenti di natura ambientale, per le opere di riassetto idrogeologico e protezione civile.

 

I fondi si potrebbero sicuramente attingere dalla abolizione della famosa “legge mancia” che continua a essere approvata in Parlamento e a stanziare fondi a pioggia. I comuni pugliesi con meno di 5mila abitanti, inoltre, ritengono importante affrontare e ridurre il divario digitale che interessa i centri minoti e alcune aree montane, per migliorare l'efficienza della Pubblica Amministrazione e favorire il libero accesso alle informazioni della rete.

 

I piccoli comuni della Puglia ritengono necessaria l'istituzione di un fondo per il potenziamento dei collegamenti e lo sviluppo del trasporto pubblico locale, per consentire la fruibilità dei territori a fini turistici e per assicurare ai cittadini dei centri minori l'accessibilità al diritto primario alla mobilità. Alla Regione Puglia chiedono una Legge Regionale sui piccoli comuni e facilitazioni di accesso ai fondi comunitari per i piccoli enti, attraverso l’impegno dell’Ente regionale a farsi carico di cofinanziamento, spese tecniche e IVA.

 

 

I piccoli comuni in Italia e in Puglia

 

I comuni italiani con popolazione inferiore ai 5mila abitanti sono 5.683 su un totale di 8.100. In Puglia sono 84, sui 258 complessivi: 39 si trovano in provincia di Lecce, 38 in quella di Foggia, 5 nel Tarantino e soltanto 2 nel Barese. I piccoli comuni pugliesi, complessivamente, contano 218.202 abitanti. Celle San Vito (Fg) è il paese meno popoloso della Puglia con soli 173 abitanti. Il Comune delle Isole Tremiti, anch’esso in Capitanata, è quello più piccolo per superficie: appena 3,13 Kmq abitati da 486 persone. In provincia di Foggia, i 38 comuni meno popolosi contano – tutti insieme – circa 100mila abitanti, ma rappresentano un immenso patrimonio storico, culturale e architettonico fatto di chiese, castelli, centri visita naturalistici e aree ambientali d’interesse comunitario.

 

Tra i ‘numeri’ d’eccellenza dei piccoli comuni di Capitanata ci sono gli otto paesi dei Monti Dauni che hanno ottenuto certificazioni e marchi di qualità turistico-ambientali. Proprio i centri minori dell’entroterra montano forniscono i due terzi dell’energia da fonti rinnovabili prodotti dall’intera Puglia. Un terzo del ‘polmone verde’ pugliese si trova sulle rotonde alture dei piccoli comuni dell’Appennino Dauno, la stessa zona dalla quale le città del Tavoliere attingono le risorse idriche necessarie a soddisfare il fabbisogno di un’intera provincia.

 

I fiumi, i laghi, le riserve faunistiche dei comuni ‘mignon’ dei Monti Dauni rappresentano un unicum ambientale preziosissimo, un vero e proprio giacimento di biodiversità da salvaguardare e da promuovere. Ed è in questo ampio fazzoletto di terra, pari al 10 per cento dell’intera superficie regionale, che albergano le specie animali e vegetali più selvatiche e preziose: il lupo, il cinghiale, la volpe, il falco popolano aree boschive ricche di sorgenti, funghi, tartufi, erbe spontanee e officinali. I piccoli comuni sono un presidio fondamentale non solo per la tutela dell’ambiente ma anche per la valorizzazione delle produzioni agroalimentari e la promozione delle tipicità enogastronomiche di qualità.

 

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