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"Zona rossa virtuale non risolve nulla". Nigri lancia l'allarme: "Con picco in Puglia si salvi chi può'"

E' quanto ha dichiarato Luigi Nigri, vicepresidente dei pediatri italiani e referente di quelli pugliesi a Radionorba

"Se non si prendono provvedimenti quando in Puglia arriverà il picco, ci troveremo dinanzi a uno scenario drammatico del si salvi chi può". E' quanto ha dichiarato Luigi Nigri, vicepresidente dei pediatri italiani e referente di quelli pugliesi a Radionorba. 

Al netto della zona rossa e delle misure restrittive, rispetto all'incremento dei contagi che sta interessando la regione, secondo Nigri la soluzione è "una organizzazione migliore nell'effettuazione dei tamponi, nel tracciamento e nelle imposizioni delle misure di isolamento e quarantena perché purtroppo c'è gente che va in giro".

Il vicepresidente dei pediatri - secondo il quale "non risolveremo niente con una zona rossa virtuale". ha fatto un paragone con "il vero lockdown" della primavera del 2020: "Se una macchina passava per strada, dalle finestre, con un senso di sdegno, perché violavi una regola mettendo a repentaglio la salute di tutti, ci si chiedeva: ma chi è e dove va? Oggi sono quelli che passano con le macchine che si chiedono: ma che ci stanno a fare in casa dietro le finestre?"

E ancora, "in Puglia manca una cabina di regia, qualcuno che a livello alto riunisca i medici di famiglia, i pediatri, i medici ospedalieri, che sono allo stremo, le forze dell'ordine e giorno per giorno osservi le criticità e proponga soluzioni".

Sui bambini positivi, il referente in Puglia dei pediatri ha aggiunto: "Abbiamo notato quindici giorni fa un picco spaventoso di contagi tra i bambini, che è sceso con sintomi sfumatissimi, qualche linea di febbre per mezza giornata poi tosse o vomito, quello che aumenta è il contagio intra famigliare, vediamo bambini di pochi mesi positivi, figli di genitori positivi e lì iniziano le difficoltà perchè di un adolescente possiamo prendere la saturazione al dito e misurare la temperatura, ma seguire un lattantino di due tre mesi diventa più complesso, non tutti hanno il saturimetro per quella età e qui ci troviamo dinanzi a un dubbio: se il bimbo sta bene io ho il dovere di curarlo a casa se non sta bene posso ricoverarlo con la mamma, ma il ricovero è traumatico, il contagio intra familiare avviene spesso per negligenza dei genitori, quando chiediamo ai genitori dove pensano di aver contrato il virus rispondono di non saperlo e che a casa loro sono andati solo i parenti".

In conclusione, "l'esplosione dei contagi tra i bambini dipende anche dalla loro scarsa attenzione e che ospitare a casa parenti è un rischio".

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