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Le sigle sindacali dei lavoratori di Ataf

Le sigle sindacali dei lavoratori di Ataf

Ataf taglia gli stipendi ai lavoratori, i sindacati si oppongono: “Adiremo le vie legali”

I sindacati dei lavoratori commentano il piano industriale che partirà da lunedì 30 maggio. In conferenza stampa si è parlato dei lavoratori Apcoa e della situazione della gestione dei parcheggi in città

Partirà ufficialmente da lunedì 30 maggio il piano industriale di rilancio dell’Ataf. Tra le novità principali previste, il passaggio a full time di tutti i contratti attualmente part time, lo snellimento delle indennità (con decurtazione tra i 200 ai 400 euro in busta paga), e l’inserimento delle ormai celeberrime 18 unità rimaste fuori dall’Apcoa, destinate a essere assunte con contratto interinale.

Su questi ultimi due punti, è forte l’opposizione dei sindacati Filt Cgil, Uiltrasporti, Ugl, Cisal e Confail, che ieri pomeriggio hanno indetto una conferenza stampa nella sede dell’Uil Trasporti. Non piace l’idea di dover subire un taglio tutt’altro che esiguo nella busta paga, “Un prelievo strutturale – fa presente Aldo Delli Carri della Uil – destinato ad andare avanti negli anni. È la prima volta che in un piano industriale si decide di mettere mano alle indennità”. Pronta la controproposta, per ovviare al problema della liquidità, ovvero la rinuncia ai premi di risultato del 2015 (che i lavoratori avrebbero dovuto incassare lo scorso aprile, ndr) e agli arretrati, posticipandoli al 2017. Un palliativo per andare avanti fino alla fine dell’anno, ma che almeno scongiurerebbe il taglio degli stipendi.

APCOA – Poi il dibattito si sposta sui 18 lavoratori destinati inizialmente all’Apcoa. Secondo i sindacati resta una scelta totalmente illogica accorpare le unità all’Ataf, essendo un’azienda sull’orlo del fallimento. “Non abbiamo mai detto di mandarli in mezzo alla strada, ma esiste un modo più produttivo per inserirli”. In primis, l’assegnazione dei lavoratori all’Apcoa, come previsto dal bando. Una soluzione che consentirebbe di rafforzare la sorveglianza all’interno dei parcheggi Ginnetto e Zuretti. Ad averne bisogno è soprattutto il parcheggio di Corso Roma, lasciato allo sbando da mesi, preda di incuria e alla mercé dei vandali, dove la gente si guarda bene dal lasciare in sosta la propria auto. Attualmente sono poco più di 100 gli abbonati, a fronte degli oltre 300 posti rimasti liberi, con conseguente perdita di introiti. “Abbiamo proposto di inserire alcuni di questi lavoratori nel servizio di vigilanza. L’Ataf manda ancora oggi due manovali a effettuare lavori di pulizia allo Zuretti, violando i termini del contratto”. Mansioni che dovrebbe invece ricoprire il personale dell’Apcoa e che coinvolge anche i parcheggi ‘Ginnetto’ e ‘Russo’. “La nostra proposta è rimasta inascoltata. Vogliono far morire lo Zuretti così come stanno facendo morire l’Ataf”, accusa Delli Carri.

PROBLEMA MEZZI – E a proposito dei part-time destinati a diventare full time evidenziano il problema mezzi. “Giornalmente ci sono dalle 10 alle 12 macchine che restano ferme”. Con conseguente aumento dei disservizi. E c’è un altro dato piuttosto angosciante: dei 36 mezzi acquistati dal 2011 allo scorso anno (16 da Roma, 7 da Ancona e 13 dall’Olanda) sono soltanto 9 quelli attualmente in funzione, e nemmeno totalmente. Perché alcuni di questi mezzi hanno i finestrini sigillati e il sistema di climatizzazione non funzionante, con conseguenti disagi durante le stagioni calde. “Non abbiamo gli strumenti di diagnostica nelle officine, i nostri meccanici spesso procedono a tentoni”. Pertanto i nuovi inserimenti non risolverebbero il problema degli autisti, visto che a mancare sono i mezzi funzionanti.

CONTROMOSSE – Basta con gli scioperi, ma i sindacati restano sul piede di guerra, e annunciano di adire presto le vie legali. “Non ha più senso far perdere altre ore di lavoro ai dipendenti. Ci muoveremo solo per vie legali”, come già accaduto lo scorso gennaio, quando a tutti gli autisti furono propinati turni di riposo ogni 13 o 14 giorni. Decisione per la quale fu presentato un esposto all’ispettorato del lavoro, e cinque autisti furono convocati dai Carabinieri. La situazione rientrò, ma solo parzialmente: “Ancora oggi alcuni turnisti in officina riposano ogni 13 giorni”.

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