“Stop al coprifuoco musicale”: il “no” dei residenti a suoni e frastuoni

I residenti di via Gramsci e di Piazza Padre Pio manifestano il dissenso nei confronti dell'iniziativa di Marco Pugliese. A rendere insonni le notti dei foggiani anche gli schiamazzi e i rumori di auto e motorini

La frase formulata sottoforma di richiesta in una celebre canzone della popstar Rihanna, Don't stop the music, è diventata un tormentone che sta letteralmente impazzando sulle pagine di facebook. E' da alcune settimane infatti, che un ragazzo foggiano, Marco Pugliese, ha mutuato la frase dal succitato successo commerciale, per creare una petizione online.

Lo scopo? posticipare l'orario di diffusione della musica all'interno dei locali (attualmente possibile fino alla mezzanotte) facendola coincidere con l'orario di chiusura degli stessi ovvero alle ore 3 di notte. Alla richiesta si aggiungerebbe l'impegno dei gestori ad insonorizzare i propri locali.  L'iniziativa che ha raccolto poco meno di duecento firme, parte dal presupposto di dare una scossa all'intrattenimento nella nostra città, secondo l'ideatore Marco Pugliese "pari a zero".

Come ci racconta lo stesso Pugliese, la petizione è il primo passo che dovrà poi condurre alla costituzione di un gruppo di lavoro con gli esercenti, per poi discutere, nella speranza di trovare un accordo, con l'amministrazione comunale, la quale già lo scorso luglio aveva deciso il prolungamento dell'orario di chiusura di un'ora.

E i cittadini, soprattutto quelli che abitano nelle zone frequentate dai giovani, sarebbero d'accordo? In molti hanno già manifestato il proprio dissenso nei confronti dell'iniziativa: c'è chi, soprattutto tra gli anziani, fa fatica a tollerare persino la diffusione della musica fino alle 24; esiste poi la maggioranza per la quale il problema maggiore non è l’emissione della musica quanto gli schiamazzi prodotti da chi orbita attorno ai locali, che tendono a procrastinarsi fino a tarda notte.

Disordini per i quali spesso gli esercenti non si sentono responsabili. E' il caso di via Gramsci in cui, soprattutto durante il weekend, l'ammassarsi di auto e di giovani crea non pochi disagi agli abitanti della zona; e c'è chi rischia di non trovare parcheggio al ritorno a casa o di trovarsi al mattino seguente ammaccature (non richieste) sulla propria auto.

Va ancora peggio a chi abita nei pressi di piazza Padre Pio. Il locale più frequentato, lo Sherwood, è un chiosco, un locale diverso dai pub e sottoposto ad un altro tipo di ordinamento, ma anche lì, urla, schiamazzi, macchine con musica a palla e motorini che sfrecciano ad alta velocità, rendono infauste e insonni le notti degli abitanti della zona. "Di sovente, mi capita di dover chiudere tutto, soffrire il caldo ed indossare delle cuffie per non sentire il frastuono che i ragazzi provocano; nonostante tutto mi capita di ascoltare ugualmente motorini che sgommano fino a notte inoltrata", ci racconta con sdegno misto a rassegnazione, una ragazza del posto.

L'idea è quella che si siano venute a creare due fazioni: da un lato c'è chi vorrebbe dare linfa nuova alla movida foggiana, stemperando le sortite nel nord barese di chi trova scarso il divertimento in terra di Capitanata; dall'altra chi non vuole negare agli altri divertimento purché ci sia il rispetto di quella quiete troppe volte negata. Come andrà a finire? Ci sono precedenti a svantaggio degli esercenti, come la sentenza della Corte di Cassazione di Como, che lo scorso maggio condannò il titolare di un pub a pagare 5000 euro - più 300 euro di multa di danni morali ad una famiglia di Lecce disturbata dai rumori provocati dagli astanti fino a tarda notte.

Nel capoluogo dauno invece cosa succederà? E’ troppo presto per azzardare previsioni e forse la soluzione più logica sarebbe solo quella di affidarsi al mero buon senso, cercando il giusto equilibrio tra le esigenze dei titolari di un'attività e il desiderio di tranquillità dei cittadini. Difficile, ma non impossibile.

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