Zapponeta: Edoardo Stoppa documenta la pesca effettuata illegalmente sotto costa

Sono ancora cinque o sei le imbarcazioni che effettuano la pesca a strascico abusiva. I pescatori promettono al conduttore di andare via. La pratica distrugge i fondali e mette a rischio l'ecosistema

Un anno e mezzo dopo Edoardo Stoppa irrompe nuovamente nelle acque di Zapponeta per parlare di pesca a strascico effettuata abusivamente sotto costa. Pratica che distrugge i fondali e mette a rischio l’ecosistema e la riproduzione di vongole e sogliole.

Reti con catene di ferro e con maglie strettissime tirano tutto quello che incontrano sul letto dei fondali e i pescherecci, per evitare di essere identificati e denunciati, coprono le sigle con i parabordi.

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La pesca abusiva a Zapponeta, come riferito da un abitante, è diminuita del 90%. Sono 5 o 6 le barche che non rispetterebbero le regole e che per evitare rogne posizionano “un palo” in prossimità del porto, pronto a segnalare la presenza di motovedette della guardia costiera.  Per non dare nell'occhio i pescatori cominciano alle 19.30 o alle 6.00 del mattino.

Il conduttore di Striscia si avvicina alle imbarcazioni abusive. Nessuna aggressione, ma qualche mea culpa da parte dei pescatori che promettono di non praticare più pesca illegale. Stoppa si cala in acqua e lo scenario che gli si presenta è impietoso: un fondale pieno di reti. L’inviato di Striscia la Notizia si sposta successivamente in paese dal banconisti dove viene venduto il pesce pescato illegalmente.
 

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