Cronaca

Dopo l'agguato a Macchia, la polizia rastrella il Gargano: controlli e perquisizioni da Monte Sant'Angelo a Vieste

Presidiati gli obiettivi sensibili esposti ai reati predatori. Svolta una capillare attività di polizia giudiziaria con l’ausilio di agenti della Squadra Mobile di Foggia e di unità cinofile che hanno effettuato numerose perquisizioni in abitazioni di pregiudicati

L'agguato a Macchia

Dopo l'agguato a Macchia, ai danni di Giuseppe Ricucci, gravemente ferito a colpi di fucile, la polizia rastrella il Gargano.

Come stabilito in sede di riunione tecnica di coordinamento in Prefettura, sono stati disposti dal questore servizi interforze ad 'alto impatto' sul comprensorio garganico. In particolare, a Macchia e Monte Sant’Angelo il 10 maggio, e a Vieste il 12 maggio, sono stati coinvolti equipaggi della questura di Foggia, del Reparto prevenzione crimine, della polizia stradale, dell’Arma dei aarabinieri e della guardia di finanza, con l’impiego complessivo di oltre 50 unità.

Sono stati presidiati gli obiettivi sensibili maggiormente esposti ai reati predatori, con l’effettuazione di numerosi posti di controllo che hanno consentito di identificare e controllare oltre 200 persone e 140 veicoli. Elevate diverse contravvenzioni al Codice della Strada. E’ stata svolta anche un’attività di polizia giudiziaria con l’ausilio di agenti della Squadra Mobile di Foggia e di unità cinofile che hanno effettuato numerose perquisizioni in abitazioni di soggetti pregiudicati. Infine, sono stati controllati presso le rispettive abitazioni soggetti sottoposti agli arresti domiciliari.

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