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Domenica, 14 Agosto 2022
Cronaca Cerignola

La morte di Donato Monopoli in 51 pagine. In aula l'esame del perito: "Vicenda sfortunatissima'

Questa mattina, dinanzi al Gup Bencivenga, il perito Testi ha risposto alle domande del pm Galli e degli avvocati di parte civile e della difesa. L’esame è durato oltre due ore, il tempo necessario per analizzare cause, variabili e nessi di correlazione che hanno determinato il decesso del 26enne

Accertata la correlazione tra la colluttazione e la lesione del vaso intracranico, “evento iniziale e causalmente determinante della sfavorevole evoluzione clinica”. Ma “l’esiguità del traumatismo contusivo presuppone una rilevante preesistenza patologica a carico del vaso lesionato”. Queste le conclusioni cui sono giunti i periti Roberto Testi e Daniele Imperiale, chiamati dal gup Marialuisa Bencivenga ad esprimersi sulla morte di Donato Monopoli, il 26enne di Cerignola deceduto dopo una lunga agonia, a causa di un pestaggio avvenuto in una discoteca alla periferia di Foggia. Il fatto risale all’ottobre del 2018: Monopoli, intervenuto come 'paciere' in una rissa, fu colpito  e perse conoscenza. Portato d'urgenza al Policlinico Riuniti, fu poi trasferito all'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, dove morì sette mesi dopo

Per la vicenda, risultano imputati Michele Verderosa e Francesco Stallone, foggiani di 28 anni accusati di omicidio volontario aggravato. Un anno fa hanno ottenuto il rito abbreviato - che garantisce loro lo sconto di un terzo della pena - in quanto la condotta lesiva presa in esame è avvenuta prima dell'entrata in vigore della legge che nega il rito abbreviato per i reati punibili con l'ergastolo. 

Prima dell’integrazione probatoria ordinata dal giudice, la difesa (Paolo D’Ambrosio, Tonio Ciarambino, Francesco Padalino e Guido Di Paolo) aveva chiesto l'assoluzione per non aver commesso il fatto e perché il fatto non sussiste; 30 anni di reclusione, invece, la richiesta formulata dai Pm, fondando la requisitoria sull'omicidio volontario aggravato dai futili motivi.

In aula, questa mattina, il perito Testi ha risposto a lungo alle domande del pm Galli, degli avvocati di parte civile (Francesco Metta) e della difesa (Paolo D’Ambrosio). L’esame è durato oltre due ore, il tempo necessario per analizzare cause, variabili e nessi di correlazione che avrebbero determinato la concatenazione di eventi, dal primo accesso di Monopoli al pronto soccorso del Policlinico Riuniti fino al decesso, avvenuto sette mesi dopo, a Casa Sollievo della Sofferenza.

Il tutto è condensato, nero su bianco, nelle 51 pagine della perizia super partes chiesta e depositata dinanzi al gup. Un caso, quello del giovane di Cerignola, che il consulente non ha esitato a definire una “vicenda sfortunatissima”, che verrà ricordata in letteratura “per l’eccezionalità del caso, ovvero per la sproporzione tra la modesta entità del trauma subìto e la gravità delle lesioni”.

All’udienza erano presenti i genitori del ragazzo, Donata e Giuseppe (le parti civili sono rappresentate dagli avvocati Rosario Marino e Francesco Metta), e una rappresentanza del gruppo ‘Giustizia per Donato’. Il processo proseguirà a fine aprile, con la discussione del pm e delle parti.

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