Abbandonata e preda di vandali, è l'area del parcheggio Zuretti

Vetri, carte, panchine danneggiate, lampioni spenti, siepi secche, palme divelte, tubi, grucce rotte, muri imbrattati e deiezioni canine. La piazza sopra il parcheggio versa in condizioni disastrose

"Per diversi anni mi è capitato di frequentare l'area di ritrovo del parcheggio Zuretti. Spesso trascorrevo in tranquillità le serate in compagnia dei miei amici. Abbiamo anche organizzato diverse feste sempre nel rispetto del luogo e con senso di civiltà. Da alcuni anni però non è più possibile perché quella zona è preda dei vandali". Commenta così, con parole intrise di rammarico e nostalgia, Donato, un cittadino foggiano che risiede a Corso Roma, dove è situato il Parcheggio Zuretti.

Sull'area che sovrasta il parcheggio sotterraneo sorge da anni una piccola piazza, luogo di ritrovo per i giovani, con la presenza di panchine, ricoperta intorno da siepi e piccole palme. Da diverso tempo quel luogo versa in condizioni davvero precarie. Basta dare un'occhiata al resoconto fotografico per farsi un'idea. Il pavimento è ricoperto da un ''tappeto'' di vetri di bottiglie.

Nei pressi delle panchine il cumulo di vetri aumenta in maniera esponenziale, il tutto corroborato dalla presenza di carte, bottiglie semirotte, cartoni, bottiglie di plastica e cicche di sigarette.  Una panchina appare danneggiata, e dei quattro lampioni presenti, due solo risultano funzionanti. Le siepi sono secche, mentre alcune palme sono state tagliate o peggio ancora divelte. Sulle aiuole, ai lati campeggiano anche dei tubi, grucce rotte e le immancabili deiezioni canine.

Lo stato di degrado è di livello così alto che gli imbrattamenti diffusi un pò dappertutto arrivano a svolgere quasi una funzione edulcorante. Una situazione che ha del paradossale se si considera il completo funzionamento del parcheggio sottostante. Due facce della stessa medaglia.

Dalle testimonianze del cittadino intervistato, sembra che da molto tempo l'area versi in tali condizioni; il che denota una totale assenza di manutenzione e di sorveglianza, un grande vantaggio per certi personaggi che, soprattutto nelle ore più tarde, si divertono a sfogare i propri istinti primordiali devastando la zona. Ma chi sono i responsabili? L'Ataf, a cui spetterebbe la manutenzione, oppure anche la cittadinanza?

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Un pensiero di condanna non va rivolto esclusivamente a questi cultori dell'inciviltà nella sua forma più estrema, ma anche a chi osserva e non denuncia, a chi guarda e passa, rendendo le parole di Donato, un voce fuori dal coro. Voci di disapprovazione che, come in tante altre zone della città, sono destinate a diventare sempre più flebili se alla richiesta di sostegno e di interventi concreti, si risponderà con il silenzio, o peggio ancora con l'indifferenza. 

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